Alla ricerca della leggerezza perduta

La leggerezza perduta
La leggerezza perduta, di Cristina Bellemo e Alicia Baladan – 2013, Topipittori

Tra tutti i libri ricevuti in questa settimana in attesa di essere letti, La leggerezza perduta aveva trovato il suo posto nella parte più umile e in ombra della mia libreria. Non conoscevo le autrici, mentre dalla pila, ammiccanti, mi strizzavano l’occhio Ungerer e Browne. Mea culpa, ci sono circostanze in cui mi ritrovo a pagare le abitudini e le passioni (di buono hanno che non sono passeggere) depauperando la possibilità di meravigliarmi consolidandole. Ebbene, probabilmente questa attitudine ha subito anch’essa il contraccolpo della meraviglia; perché quando ci si imbatte nella meraviglia è complesso tornare sui propri passi, e nessuno, me compresa, è così sciocco dal volerlo fare: sfogliare un libro non ha senso, non ho mai pensato che ne avesse anche solo per la superficialità che un gesto come questo si porta sulle spalle; per il mestiere che mi sono scelta è essenziale concentrarsi; lo sfogliare diviene quindi mero atto meccanico volto all’assimilazione, alla scoperta, al piacere e, nei casi più fortunati, alla meraviglia appunto. La leggerezza perduta, dunque, di Cristina Bellemo e Alicia Baladan, coinvolge e ha una qualità rara: coniuga il senso pratico della realtà con la resa immaginifica dell’irrealtà in maniera esemplare e con una naturalezza che induce alla lettura rapita, quella che i bambini ricercano (e gli adulti spesso agognano: un testo che incolli alle pagine nutrendo chi legge), chiedono a viva voce, in qualsiasi ora del giorno e, ahimè!, della notte.

La leggerezza perduta, di Cristina Bellemo e Alicia Baladan - 2013, Topipittori
La leggerezza perduta, di Cristina Bellemo e Alicia Baladan – 2013, Topipittori

Le pagine si svolgono in tavole che sono affreschi, o meglio ancora, arazzi; arazzi medievali portatori di richiami alla modernità talmente tanto bene integrati tra un punto e un altro della trama, da dar luogo a un “surrealpopmedievalismo” delizioso, intrigante ed elegante. Ritrovo Magritte e il suo Castello nei Pirenei; ripenso agli altri mondi di Escher, che ritorna anche nei mosaici che compongono scale e pavimenti; ritrovo la Tentazione di Sant’Antonio senza l’inquietudine e priva dell’angoscia che contraddistinguono Dalì. Il testo si dipana con leggerezza, senza voler istruire o suggerire significati altri, racconta una storia che è perfetta dalla prima fino all’ultima riga. Esempio illuminante di come possano essere vivi e produttivi il talento e la passione quando si incrociano a doppio filo con la competenza.

La leggerezza perduta, di Cristina Bellemo e Alicia Baladan - 2013, Topipittori
La leggerezza perduta, di Cristina Bellemo e Alicia Baladan – 2013, Topipittori

C’era una volta un castello in piena regola: con il suo borgo, col suo re e i suoi abitanti, compresi cavalieri con tanto d’armatura. L’unica eccezione è che il castello s’adagia non sulla terra ma su una nuvola, e questo da quando si ha memoria. Giorno dopo giorno, anno dopo anno, però, gli abitanti hanno accumulato in uno spazio che è giocoforza limitato, gli oggetti più disparati, specchio di sentimenti e attitudini altrettanto variegate. Tanto è stracolmo da incominciare a scricchiolare sotto il peso delle cose, rischia di sprofondare. L’unica soluzione è di liberarsi del superfluo (con un’attenzione al lessico che rimane tra le righe arricchendolo), e così ordina di fare a tutto il suo popolo il re Celeste, che per fortuna, accumulando di tutto non ha ancora soffocato del tutto la reale saggezza.

La leggerezza perduta, di Cristina Bellemo e Alicia Baladan - 2013, Topipittori
La leggerezza perduta, di Cristina Bellemo e Alicia Baladan – 2013, Topipittori

Tutti si liberano di qualcosa e nel farlo ne acquisiscono altre, senza peso ma considerevolmente più consistenti. C’è chi rinuncia alle passeggiate a motore o al frullatore per montarsi la testa, così come chi tenta di liberarsi di ansie e paure lanciandole oltre i merli del castello. I risultati sono immediati e salvifici.

È un castello la cui leggerezza rimanda a Calvino: i suoi cavalieri hanno radici rampanti, talvolta dimezzate, altre ancora invisibili. Il tono è quello tanto ambito e diretto a là Rodari. È un castello nel cielo che associo anche ad Hayao Miyazaki, alla sua levità. Non mi serve altro per dire che questo è un albo che rientra a pieno titolo tra quelli che non possono mancare nella libreria dei vostri bambini.

Leggerezza-copTitolo: La leggerezza perduta
Autore: Cristina Bellemo, Alicia Baladan
Editore: Topipittori
Dati: 2013, 32 pp., 20,00 €

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AtlantideKids

PIPPO: PIccola Pinacoteca POrtatile

Francesca Zoboli, Marta Sironi - Dame e cavalieri. Topipittori 2012
Francesca Zoboli, Marta Sironi – Dame e cavalieri. Topipittori 2012

Gli acronimi sono tra i rompicapi quelli che preferisco. In realtà l’acronimo non è un rompicapo, quanto piuttosto una nobile tecnica compositiva, la quale, però, per le sue caratteristiche creative e i per i suoi risultati misteriosi quanto divertenti, può diventare un gioco d’ingegno. Peraltro in essa ristanno numerosi elementi che ritengo stiano tra le radici della composizione letteraria e più precisamente narrativa: creare significati e significanti altri per mezzo di elementi già esistenti.

Mi dilungo, come sempre, e vi faccio partecipi dei miei pensieri e gusti. Però c’è una ragione e questa ragione è che PIPPO, l’acronimo creato e scelto dai Topipittori per la loro piccola pinacoteca portatile è portatore di tutti quegli elementi che mi divertono in un acronimo: intanto, appunto, è divertente; poi creativo, molto; pesca laddove l’imitazione è chiave: la pittura; incoraggia alla costruzione e decostruzione e quindi alla creazione di nuove immagini, nuovi capolavori.

Laddove mi imbatto in pagine fustellate il mio senso critico s’abbatte, perché la pagina fustellata in un libro è segno di un lavoro editoriale complesso, di una progettazione che implica il rispetto per il lettore e il gusto dell’idea di vedere cosa può nascere da ogni pagina, dove troverà alloggio, in che posa, in che circostanza. Le pagine fustellate implicano il processo creativo perché gli elementi diventano mobili, hanno la possibilità di diventare parte di un’altra storia, di raccontarne una propria, in completa indipendenza o solitudine, di restare quello che sono, nel posto che si ritiene giusto o divenire un’altra cosa. Ma a prescindere da ciò, la qualità della resa, della realizzazione e dell’intenzione in questo caso (in questi due casi) resta altissima.

Francesca Zoboli, Marta Sironi - Dame e cavalieri. Topipittori 2012
Francesca Zoboli, Marta Sironi – Dame e cavalieri. Topipittori 2012

Attorno al 1400, per esempio, farsi fare un ritratto da Pisanello era un privilegio – raccontano nella piccola nuvola di testo che apre dame e cavalieri di Francesca Zoboli e Marta Sironi -; un privilegio del quale non si privò Leonello d’Este. Leonello era dotato di un profilo importante e volle fissarlo su tela diverse volte. Si affidò a Pisanello, dunque, ma anche a Giovanni da Oriolo. Ne vennero fuori degli splendidi ritratti. Quello di Pisanello lussureggiante, ricco. Il ritratto, il profilo nella fattispecie, si presta all’individuazione delle linee e dei tratteggi principali: Francesca Zoboli lo sa e quindi dalle riproduzioni dei dipinti originali toglie e toglie fino a lasciare sulla pagina la traccia necessaria e sufficiente affinché i bambini possano ricreare a loro piacimento. Essi possono intervenire sui dipinti (tutti ritratti, volti o figure intere, di donne e uomini realizzati tra Medioevo e Rinascimento) in modi diversi: intervenendo sulle tavole colorate a rileggere volti ed espressioni; creando volti nuovi sulla traccia nera; riproducendo l’originale; usando le pagine colorate in fregi, fiori, losanghe, merletti per adornare; ritagliando e incollando vestire, mascherare le figure. L’ispirazione per queste pagine colorate sono i tessuti, le tappezzerie i broccati, e il risultato è che l’istinto è quello di toccarle, sfiorarle con le mani per sentirne quel che si vede, una morbidezza che sembra naturale.

Zoologia creativa, invece, per Guido Scarabottolo e Marta Sironi, che si cimentano con Quadri, quadretti e animali. Il migliore amico degli animali è stato San Francesco, non lo dimentica Marta Sironi che suggerisce anche di andare ad Assisi e guardare gli affreschi della basilica superiore che la storia di San Francesco raccontano tutta.

A guardarli bene, questi animali, si può sentirne il canto e una volta che i bambini li avranno colorati o riprodotti (e la carta quadrettata è ideale per riprodurre rispettando le proporzioni) avranno una loro propria e unica voce. Intervenendo sulle pagine fustellate i bambini potranno dar vita a una propria personale pinacoteca e potranno anche darle un luogo privilegiato: la propria stanza, per esempio, luogo ideale in cui mescolare fantasia, colore arte e sogni.

Guido Scarabottolo, Marta Sironi - Quadri, quadretti e animali. Topipittori 2012
Guido Scarabottolo, Marta Sironi – Quadri, quadretti e animali. Topipittori 2012

 

Titolo: quadri, quadretti e animali
Autore: Marta Sironi, Guido Scarabottolo
Editore: Topipittori
Dati: 2012, 32 pp., 12,00 €

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Titolo: Dame e cavalieri
Autore: Marta Sironi, Francesca Zoboli
Editore: Topipittori
Dati: 2012, 32 pp., 12,00 €

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Il viaggio di Miss Timothy: la risposta ovina alla ricerca di sé

il viaggio di Miss Timothy - Valerio Vidaliil viaggio di Miss Timothy - Valerio Vidali

Me lo diceva sempre anche mia nonna che quando ci si sente stressati, un po’ schiacciati dagli eventi, smarriti, uguali a sé stessi, insomma, che quando ci si sente un po’ tristi, la prima cosa che esplicita questo grigiore interiore sono i capelli. Diventano secchi, con le doppie punte, opachi. Dico che me lo diceva “anche” mia nonna, perché è teoria che sostiene vivamente anche Mr. George, sebbene lui la applichi alle sue pecore, a Miss Timothy, e sebbene non si tratti di capelli ma di lana. E sulla lana gli effetti del perdere sé stessi sono ancora più catastrofici giacché diventa grigia, piena di nodi, affatto soffice. E per un allevatore dal cuore di nonna è cosa assolutamente sconveniente.

il viaggio di Miss Timothy - Valerio Vidali

Perciò Mr. George, che teneva alle sue pecore, che teneva particolarmente a Miss Timothy, un pomeriggio disse: “Non la riconosco più. Lei non è più lei! La sua lana è piena di nodi e oltretutto grigi. E se lei non è più lei, bisogna che ritrovi se stessa. Miss Timothy, la informo che domani partirà alla ricerca di sé”.

Facile a dirsi per un uomo affascinante come Mr. George, prendere e partire alla ricerca di sé. Ma per una pecora, peraltro un po’ smarrita, la questione è oltremodo complessa e delicata. Essendo però pecora per quanto non più se stessa, Miss Timothy ubbidisce a Mr. George e si organizza, si rassegna velocemente all’idea e parte.


Per non farmi trarre in inganno (da me stessa) sono solita non leggere i nomi degli autori nel momento in cui sfoglio un libro. Anche le copertine e le quarte sono destinate a un’osservazione che è sempre successiva alla lettura. Questo perché nutro un’antipatia intestina per le quarte di copertina, per colpa di editori furbetti che si divertono a giocare con i lettori entusiasti, e perché scoprendo i nomi degli autori subito sono portata a creare delle aspettative che giocoforza inficiano la mia lettura. Strano a dirsi ma questa mia abitudine stramba gioca spesso a mio favore e a favore dei libri che leggo. 

il viaggio di Miss Timothy - Valerio Vidali

E questo è un caso eclatante perché leggendo di Miss Timothy, dello Yorkshire, di Mr. George e del suo aplomb inglese, guardando (e contando) le finestrelle dell’autobus rosso a più piani che inizia le pecore al proprio filosofico viaggio, considerando quanto fossero simili nel tocco e nella resa queste illustrazioni ai quadretti acquarellati che i turisti inglesi spesso portano a casa di ritorno dai propri viaggi, sorridendo infine alla saggezza e alla ingenuità ovina di Miss Timothy, con certezza mi avviavo a trovare autori inglesi sulla copertina di questo albo rettangolare. Immaginate dunque la mia sorpresa quando il mio sguardo ha incontrato Giovanna Zoboli e Valerio Vidali. Sì! Proprio loro! Gli stessi di 9 storie sull’amore (più una), Il regalo, e Vorrei avere…

Per dire poi come gli editori potrebbero essere eleganti, spiritosi e onesti eccola qua la quarta di copertina: “Il viaggio di Miss Timothy: la risposta ovina alla ricerca di sé”. Davvero. I bambini sorrideranno nel comprendere come sia semplice perdersi alla ricerca di un “se stesso” che sia simile agli altri e invece come sia bello ritrovarsi unici e capaci di godere della propria e altrui unicità. Buona lettura.

Titolo: Il viaggio di Miss Timothy
Autore: Giovanna Zoboli e Valerio Vidali
Editore: Topipittori
Dati: 2012, 40 pp., 15,00 €

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Il filo rosso di un alfabetico destino

Un diaporama dalla prima pagina all’ultima. Un susseguirsi di diapositive tutte strettamente connesse l’una all’altra, come strettamente connesse sono le esistenze indipendenti di ciascun essere umano, ma tutte indipendenti e distanti tra loro, ciascuna a sé stante, come se la dissolvenza incrociata del diaporama facesse affondare le radici dell’una nell’estremo dell’altra impedendone contestualmente il tocco.

ABC cercasi - Gwénola CarréreABC cercasi - Gwénola Carrére

Come sempre mi accade quando un albo mi tocca, mi sono persa nei miei personalissimi diaporama, smarrendo probabilmente per chi legge il senso ultimo dei miei pensieri. Provo a mettere ordine. ABC cercasi è un albo illustrato e interamente ideato da Gwénola Carrére. Un insieme alla rinfusa di sogni al contempo ben allineati in un ordine alfabetico che associa a tutte le lettere un nome e un animale protagonista delle proprie aspettative, dei propri desideri, dei propri problemi e accidenti.

ABC cercasi - Gwénola CarréreUna galleria alfabetica in cui è amaro scoprire come ciascun animale (e, ripeto, ciascuno di noi) viva la propria esistenza cercando piccole e grandi cose alle quali, se ci fosse un contatto, altri potrebbero facilmente e con gioia, perché corrispondono ai propri desideri, supplire.

E così “Alice, giovane tarantola sentimentale, cerca amici. Ama le cenette in compagnia” e non sa che nemmeno a una lettera di distanza Bruno, coccodrillo con il gusto per i gilet, tutti i mercoledì organizza una cena con menù a sorpresa, cui tutti sono benvenuti (sebbene l’incognita della cena già sparita nello stomaco del coccodrillo infonda l’annuncio di circospezione).

Così come strettamente connessi sono Dennis, alce occhialuto, scrittore in cerca di editore e di lettori per un circolo letterario nonché fiero di vivere in una casa senza tv, ed Emma, rovinata dai libri, giacché la sua casa era in un albero abbattuto per produrre carta.

Alice potrebbe trovare conforto a casa di Bruno e Bruno potrebbe cenare con Alice, ciascuno trae vantaggio dall’annuncio altrui, però com’è naturale, capita che Dennis non volendolo, e nemmeno lontanamente immaginandolo, contribuisca alla rovina di Emma.

Non è mia abitudine cercare messaggi, e rifuggo l’idea che ce ne sia uno ecologico in queste due pagine che ho appena considerato. Piuttosto credo che quello di Dennis ed Emma sia l’esempio più calzante per rendere il ritmo dell’albo: il mondo è un girotondo di animi e intenti così come la rappresentazione illustrata e scritta dell’effetto farfalla in cui dal battito di un essere delicato e minuscolo può dipendere l’esistenza di un enorme elefante. La teoria del caos che sottende a una “alfabetica” consequenzialità.

ABC cercasi - Gwénola CarréreE l’albo si fa mondo e contesto, non portatore di messaggi e morali, gli animali di questo strampalato alfabeto sono ciascuno piuttosto portatore di un annuncio, che è bisogno, urgenza, sogno, che li rappresenta. Essi si mettono in ordine composto dinanzi al portone aperto da Topipittori nel frontespizio: ABC cercasi… per tentare la sorte e trovare un luogo e una risposta per la propria inserzione. Secondo un proverbio cinese ciascuno di noi è legato da un filo rosso a un’altra persona e con essa è destinato a incontrarsi, anche a costo di doversi recare dall’altra parte del mondo. Ebbene, i fili che legano questi animali sono multicolori, ma il destino della zebra Zorro ci illumina e conferma il valore dolce delle leggende giacché non ha remore a declamare “Alice, da quando ti ho incontrato, non ho più pace. Ti aspetto questa sera alla Trattoria degli Amici. Non mancare” e s’avvia felice verso la sua amata tarantola con un bel mazzo di fiori.

Le illustrazioni non sono a cera ma lo sembrano e questo uso del colore spicca ancora di più sul fondo panna. La stilizzazione di ambienti e personaggi è talmente raffinata da smarrire il colpo d’occhio e richiedere una ricerca attenta dei dettagli, che abbondano, in netto contrasto con il carattere telegrafico dei blocchetti di testo, e richiama le affiches di cui Gwénola Carrère è fertile autrice. La gamma di colori, poi, dà a ogni pagina un tocco retrò molto piacevole e caldo.

Titolo: A B C Cercasi…
Autore: Gwénola Carrère
Editore: Topipittori
Dati: 2008, 56 pp., 16,00 €

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Ecco dei frutti, dei fiori, foglie e rami

primavera estate autunno inverno Pittau&GervaisImmagino un dolce tintinnio di triangolo, lo immagino lieve sotto il tocco, all’uso medioevale, di un angelo. Tin, vibra e si scuote; tin, risuona nell’aria; e ogni tin diffonde un suono. Diffonde un odore, un colore. Un tintinnio ogni aletta che si alza, un tintinnio dolce ogni volta che un animale fa la sua comparsa, ogni volta che un frutto svela il proprio morbido cuore.

Un fiore rosa sbocciato e fresco ci invita a voltar pagina e scoprire la Primavera: un uovo dal quale a spostare l’aletta nasce un pulcino; un fiore di ciliegio bianco che a sollevare l’aletta diviene frutto rosso; un tarassaco giallo e arancione che grazie alla brezza del nostro voltar l’aletta diffonde attorno a noi i suoi pappi trasparenti e morbidi.

Il fiore rosa da poco sbocciato diviene frutto: arriva l’Estate e la coccinella che dispiega le ali svela il cuore succoso della pesca con il suo ruvido nocciolo e, mentre un pomodoro si rivela fedele alla sua buccia vermiglia, il fico viola scuro disvela la propria polpa rosata.

Le foglie s’ingialliscono, le tracce delle scorpacciate estive dei bruchi rimangono a testimoniare la stagione appena trascorsa e invitano a scoprire l’Autunno coi suoi marroni morbidi, gli arancioni e i gialli pieni. Le lepri drizzano le orecchie e ci guardano fisso: cos’è stato quel fruscio? Si chiede mamma lepre. Niente paura, siamo solo noi che voltiamo un’aletta perché intuiamo che dietro alla foglia verde si nasconda il colore che prediligiamo: il rosso bruno.

Il ramo è ormai spoglio, la corteccia si è irruvidita ed è pronta a indicarci la via dell’inverno. Un pettirosso freme nell’attesa che la pigna liberi i suoi pinoli mentre l’ermellino s’allunga sinuoso a mostrarci, fiero, il suo mantello bianco.

È un gioiello prezioso questo Primavera, estate, autunno e inverno della coppia Pittau & Gervais. Un gioiello prezioso adatto anche ai bambini piccolissimi vista l’edizione studiata e pratica (con spirale) di Topipittori; io lo proporrei senza dubbio anche ai bimbi di 2 anni i quali manifestano un’atavica curiosità per le forme e i colori di cui questo albo abbonda. I bimbi più grandicelli, 3 anni, solleveranno le alette stupiti e rapiti e vorranno condividere le scoperte magnifiche che si celano dietro alla semplicità. I bimbi in età scolare avranno un approccio più scientifico avallato dalla cura e dalla precisione che fanno delle illustrazioni un ritratto fedele di quanto offra la natura.

L’idea esplicitata sin dal titolo è quella del rappresentare il ciclo delle stagioni sebbene pagina dopo pagina, aletta dopo aletta, tintinnio di stupore e curiosità dopo tintinnio si avrà un’idea ben precisa di come la natura si trasformi e modifichi. Le illustrazioni sono sobrie e intelligenti, l’edizione splendida: il grande formato invita a sfogliare le belle pagine patinate a sfondo bianco, i flap robusti ben s’adattano all’apri e chiudi dei bimbi così come resistono all’uso anche le mezze pagine che si prestano alla funzione doppia cui sono destinate. Un pop up sui generis, mai chiassoso, piuttosto elegante.

[Le parole che danno titolo a questa recensione sono un verso di Paul Verlaine, Green, che compare anche in apertura del libro]

Titolo: Primavera, estate, autunno, invernoprimavera estate autunno inverno copertina Pittau&Gervais
Autore: Pittau & Gervais
Editore: Topipittori
Dati: 2011, 120 pp., 25,00 €

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Pittau&Gervais – Primavera Estate Autunno Inverno ©Topipittori from ninamasina on Vimeo.

Cosa resta della fiera della piccola e media editoria?

La scorsa domenica ho incontrato alla Fiera del libro di Roma (Più libri più liberi) Valentina, dell’ufficio stampa di Topipittori. Lei mi ha chiesto se avessi intenzione di scrivere della fiera io lì per lì in tutta sincerità, perché effettivamente era quello che mi frullava per la testa da quando qualche giorno prima avevo passeggiato per gli stand, le ho risposto che probabilmente non avrei scritto nulla perché davvero poco mi diceva, e, a dirla davvero tutta, davvero poco mi dice da molti anni, molte edizioni.

Sorvolo, letteralmente, sui banchetti di essenze, gioielli, gadget e giochi, perché è un’altra la riflessione che voglio fare e si riallaccia a un articolo che ho letto all’indomani della fiera stessa che in molte parti condivido e al quale avrei con la mia solita antipatia aggiunto della tristezza che mi hanno trasmesso certi autori emergenti alla disperata ricerca di un editore (magari a pagamento) che possa dar sfogo al proprio narcisismo letterario (parlo per preconcetti, perché magari gli ingombranti autori gesticolanti che bloccavano il passaggio nei corridoi erano autori talentuosi, non lo so: l’aria soffocante induce all’insofferenza).

Ritorno all’articolo ispiratore o meglio ad alcuni dei commenti letti in giro su FB in relazione allo stesso che riflettevano sulla bellezza di alcuni stand di libri per bambini i quali sarebbero libri d’arte e non solo per bambini.

Si cita Orecchio acerbo, aggiungerei Topipittori. Ma non condivido la definizione molto in voga di “libri d’arte e non solo per bambini” che ho sentito davvero allo sfinimento. Non ho nessun dubbio sul valore delle produzioni editoriali in questione, io stessa su queste pagine mi sono più volte (sempre) ritrovata a cantarne le lodi e reputo quindi quei bellissimi albi/libri fatti ad arte, preziosi, curati ma puri libri per bambini, non per adulti, non libri d’arte nel senso settoriale della definizione. Libri per bambini che, grazie alle capacità autoriali, grazie alla ragionata cura editoriale, grazie alle eleganti risposte grafiche fanno sentire noi adulti invidiosi e desiderosi di trovare nell’immenso spazio del palazzo dei congressi un qualche stand capace di stimarci come lettori consapevoli e non come fruitori di prodotti che non lasciano alcun segno se non la triste sensazione che i libri in quanto tali si stiano svuotando del loro valore originario.

Sono libri per bambini perché sebbene illustrati da grandi artisti i bambini desiderano portarli a scuola al posto dell’orsetto preferito perché non stanno nella pelle all’idea di raccontare ai compagni di classe di cosa accadde il giorno in cui la mucca starnutì; sono libri per bambini perché rimarrete a bocca aperta mentre vostra figlia di tre anni “leggerà” la storia di Piccolo Blu e Piccolo Giallo senza saltare una parola e accompagnando la storia coi gesti, sono libri per bambini perché senza preavviso, dopo qualche momento di sguardo concentrato e fermo vi dirà delle corna del cervo che si fanno foresta e albero. E sono certamente libri per bambini, e mi dispiace per noi adulti ancora desiderosi di nutrimento, giacché proprio per loro sono realizzati e pensati; proprio per loro, con intelligenza e cuore, diventano arte. [Barbara]

Un classico surreal pop

C'è posto per tutti - Massimo Caccia - TopipittoriSogno un’arca, se mai ce n’è stata una, che sia salvifica, che metta al sicuro e all’asciutto gli uomini, gli animali, la terra stessa. Un’arca in cui ci sia posto per tutti, anche se giocoforza ciascuno dovrebbe farsi incastro, adattarsi allo spazio esiguo, stringersi vicino all’altro passeggero, divenire tessera adattabile di un mosaico di razze e anime.

Massimo Caccia è un artista, un pittore, le tavole realizzate per C’è posto per tutti (Topipittori) non hanno bisogno di parole. Tutto ciò che c’è da intendere lo si fa guardando negli occhi questi animali che, lentamente, come chiunque vada incontro a un destino sconosciuto fuggendo da una condizione di pericolo, si muovono di pagina in pagina, a volte lasciando tracce di sé sui margini o anticipando la propria presenza con indizi grafici. Il colore di ogni animale è privo di sfumature, così come gli sfondi sono uniformi e pieni. La rana è verde. Il pipistrello è grigio. I contorni sono netti, neri, eppure l’atmosfera è intrisa di un movimento che è costante, seppur lento, e denso di ansia, preoccupazione. C’è posto per tutti, ci si continua a ripetere sfogliando. Sarebbe giusto affrettarsi perché il diluvio incombe, ma nessuno resterà a terra. Nonostante la rassicurazione però, di tavola in tavola ci si augura che aumenti il ritmo dei passi, che lo struzzo eviti di attardarsi per strada preso da chissà quale paura a scavare una buca per infilarci la testa. Non è il momento di tergiversare e fa bene il facocero a superare scavalcando il coccodrillo trovando comunque il tempo di rivolgergli uno sguardo di condivisione.

C'è posto per tutti - Massimo Caccia - TopipittoriC'è posto per tutti - Massimo Caccia - TopipittoriC'è posto per tutti - Massimo Caccia - TopipittoriC'è posto per tutti - Massimo Caccia - Topipittori

Quando le prime gocce di pioggia arrivano a toccare terra gli animali sono tutti a bordo in un perfetto incastro di colori. Un mosaico surreal-pop che fin troppo direttamente induce l’adulto a creare connessioni con i barconi affollati di esseri umani alla disperata ricerca di un approdo sicuro. Il bambino, invece, si preoccupa, per fortuna, del fatto che il becco del pellicano possa pungere l’elefante (la tartaruga no, quella ha il guscio resistente) e in effetti, siamo sicuri che non lo faccia?

Titolo: C’è posto per tuttiC'è posto per tutti- copertina
Autore: Massimo Caccia
Editore: Topipittori
Dati: 2011, 32 pp., 16,00 €

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