Una mostra di pop surrealismo nel paese campione del mondo di surrealtà

Come il cacio sui maccheroni. L’olio sulla bruschetta, i fagioli tra le cotiche o le cotiche tra i fagioli, e altre simpatiche variazioni sul tema. A pochi giorni dalla disfatta non di Caporetto, ma della nazionale di calcio, surreale metafora della disfatta del Paese, immobile, vecchio, atterrito, supino-zerbino, o del sistema Paese, (come direbbero i cultori della materia: quale? Alienazione e psicosi nazionale, forse); a pochi giorni dal singolare referendum di Pomigliano d’Arco, (volete mangiare questa minestra o affogare nella ginestra del Vesuvio?); a pochi giorni dall’arrivo al governo di un ministro al decentramento che si appella al legittimo impedimento perché, coincidenza, fresco di nomina è imputato per appropriazione indebita; a pochi giorni dacchè lo stanco, Lucio Stanca, (già ministro per l’innovazione e le tecnologie nel governo Berlusconi dal 2001 al 2006) si dimette da amministratore delegato dell’Expo di Milano 2015, è azzeccatissima la mostra Pop-surrealista inaugurata a Spoleto, museo Cardente-palazzo Collicola. Troverete opere che sono caricature di una società straccivendola, deforme, informe, alla deriva nel mare di liquami.

Alla maturità, tra i temi proposti dagli esaminatori ce ne era uno sugli Ufo. Forse il ministero della pubblica dissoluzione (o distruzione?)  si riferiva al sistema paese alieno- alienato. Gli Ufo siamo noi. State certi che se sono costretti a farlo extracomunitari, a volte muniti di titoli e lauree che se nel loro paese non valgono nel nostro ancora meno, si guardano bene dallo sbarcare alle porte di Lampedusa extraterrestri, per assistere allo spettacolo di un paese dove si diventa ministri quando si è indagati per appropriazione indebita, dove ogni occasione è buona per dare scandalo: la ricostruzione post terremoto all’Aquila, le opere per i mondiali di nuoto a Roma del 2009, quelle della Maddalena per il G8 poi trasferito all’Aquila, il business eolico e così via. Sbavano in tanti dove fiutano affari e non usano la bavetta, del muco gelatinoso ci assedia; e invece gli sbavatori vogliono mettere il bavaglio all’informazione che ci informa sull’espansione del muco quotidiano, alla magistratura molesta; la Costituzione non si imbavaglia si cancella direttamente. Benvenuta dunque una mostra popsurreale in una cornice idonea come la nostra, più pop e surreale della mostra stessa. Paese da non visitare, però magari gli ufo visiterebbero volentieri l’esposizione alla scoperta di mostri, forse si spaventerebbero, forse riderebbero di una deformità psicosociale dilagante. In verità le opere sono quasi tutte d’America, dove il presente è già passato.

È la prima volta che in Italia si fa un’esposizione su una corrente pittorica contemporanea che annovera come caposcuola, Mark Ryden, un signore amato come una popstar e che in quanto a quotazione delle sue opere ha superato il milione di dollari. Nato in California senza dichiarazioni di intenti né  manifesti programmatici, ma con caratteristiche chiare e condivise, il Pop Surrealism collega il surrealismo al fumetto, ai temi sociali, ai miti diffusi,  ai rumori urbani. Caratteristica condivisa delle opere è uno stile onirico e fiabesco, misto a citazioni pittoriche di matrice classica.  L’esposizione  raccoglie, oltre 80 opere e sarà visitabile fino al 15 ottobre. Tra gli artisti, oltre Mark Ryden, Joe Sorren, Todd Schorr, Shepard Fairey, Marion Peck, Camille Rose Garcia, Alex Gross – per citare i più conosciuti. Solo due esponenti italiane: Nicoletta Ceccoli e Niba. I quadri sono racconti visivi. Paesaggi, corpi, animali, natura e oggetti sono dotati di fascino ma al tempo stesso hanno un aspetto grottesco e inquietante, in bilico tra   il sogno di un universo parallelo e l’incubo della quotidianità più insostenibile. Aggraziato, qualche volta lezioso, il mondo che il Pop Surrealismo rappresenta è una metafora di una società tritacarne, tritatutto, contraddittoria e compulsiva, irrazionale al massimo grado dove la libertà è solo di chi detta le non regole e fa profitti. (Tra parentesi, ma non troppo: a Spoleto si inaugura il museo Carandente di palazzo Collicola – Arti visive con la nuova collezione. Si tratta di un nuovo progetto artistico,  sostenuto da Vincenzo Cerami, assessore alla cultura del comune di Spoleto).

Da sabato 26 giugno a venerdì 15 ottobre
Museo Carandente, Spoleto