A year in music 2012 compilation [free download – 3 vol.]

Scantalo!!!!!! Neanche dei Maya ci si può fidare, hanno tirato su tutto ‘sto casino solo per rubare i soldi a noi poveri contribuenti. A casa li dobbiamo mandare, a casa! La delusione è cocente, speravamo finalmente in un evento davvero democratico: la dipartita di tutti, nessuno escluso. Via dalla palle ricchi e poveri, assunti e cocopro, belli e brutti, cani e gatti. E il boccone sarebbe stato meno amaro perché ce ne saremmo andati tutti insieme, ognuno stretto al proprio caro o chi per lui: non ci sarebbe stato bisogno di piangere per nessuno, un ultimo brindisi e poi il tuffo nel vuoto.

E invece no, beffati una volta di più. Ci scuserete dunque se abbiamo pensato ad altro piuttosto che a scrivere un post pregno di significati e carico di sferzanti critiche sociali per introdurre la nostra consueta compilation di fine anno sul meglio che la musica in questo 2012 ha avuto da offrire. Come al solito tre dischi, uno con i pezzi più belli, uno con le canzoni per scaldarsi e l’ultimo invece con quelle per riprendersi (da cosa? Decidetelo voi). Fatene l’uso che ne volete, ma soprattutto scaricate come se non ci fosse un domani anche se ormai lo sappiamo: un domani molto probabilmente c’è.

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Vol 1 – Vol 2 –  Vol 3

Tracklist:

Vol 1

1 Chris Cohen – Monad (Overgrown Path)
2 Woods – Cali In a Cup (Bend Beyond)
3 The Fresh And Onlys – Presence Of Mind (Long Slow Dance)
4 Jens Lekman – Become Someone Else’s (I Know What Love Isn’t)
5 The Walkmen – Heaven (Heaven)
6 The Wave Pictures – Long Black Cars (Long Black Cars)
7 Mount Eerie – Ocean Roar (Ocean Roar)
8 The Shins – It’s Only Life (Port Of Morrow)
9 Grizzly Bear – Half Gate (Shields)
10 Tame Impala – Feels Like We Only Go Backwards (Lonerism)
11 Chromatics – These Streets Will Never Look The Same (Kill For Love)
12 Liars – Brats (WIXIW)
13 Drink To Me – Disaster Area (S)
14 Cold Pumas – Fog Cutter (Persistant Malaise)
15 Cloud Nothings – Wasted Days (Attacks On Memory)
16 Lotus Plaza – Remember Our Days (Spooky Action At Distance)
17 The Tallest Man On Earth – Wind And Walls (There’s No Leaving Now)
18 Bry Webb – Persistant Spirit (Provider)
19 Damien Jurado – So On, Nevada (Maraqopa)
20 Beach House – On The Sea (Bloom)
21 Spiritualized – So Long You Pretty Thing (Sweet Heart Sweet Light)

Vol 2

1 Wild Nothing – Shadow (Nocturne)
2 Avery Rosewater – Havana
3 Beach Fossils – Careless
4 Lower Dens – Brains (Nootropics)
5 Hospitality – Eight Avenue (s/t)
6 Vadoinmessico – In Spain (Archeology Of The Future)
7 Ariel Pink’s Haunted Graffiti – Only In My Dreams (Mature Themes)
8 Mac Demarco – Freaking Out The Neghborhood (2)
9 Dirty Projectors – About To Die (Swing Lo Magellan)
10 The Babies – Alligator (Our House On The Hill)
11 A Classic Education – Crawfish (Elvis Presley Cover)
12 Metz – Wet Blanket (s/t)
13 Why? – Strawberries (Mumps, Etc)
14 Breton – Governing Correctly (Other People’s Problems)
15 Cosmo – Io Ti Venderei (Lucio Battisti Cover)
16 Sinner Dc – Endless Valley (Future That Never Happened)
17 Peaking Lights – Beautiful Son (Lucifer)

Vol 3

1 Jason Lytle – Dept. Of Disappearance (Dept. Of Disappearance)
2 HAVAH – Mercoledì (Settimana)
3 The Magic Castles – Now I’m a Little Cloud (s/t)
4 Shout Out Louds – Blue Ice
5 Ducktails – The Flower Lane
6 Air (Ft Victoria Legrand) – Seven Stars (Le Voyage Dans La Lune)
7 Man On Wire – The Anger Song (West Love)
8 The Antlers – Dirft Dive (Undersea Ep)
9 Chelsea Wolfe – Flatlands (Unknown Rooms)
10 Bill Fay – The Healing Day (Life Is People)
11 Jessica Pratt – Half Twain The Jesse (s/t)
12 Iacampo – Gli Inverni Non Mi Cambieranno Più (Valetudo)
13 Lambchop – Kind Of (Democracy)
14 Yo La Tengo – Before We Run (Fade)
15 Philip Glass & Beck – NYC: 73-78 (Rework. Philip Glass Remixed)

La vera storia di Babbo Natale, il dio dei bambini inventato dai grandi

E pensare che ha pure un luogo e una data di nascita precisi. È il 1822 quando a New York City il reverendo luterano Clement Clark Moore la notte prima di Natale scrive un breve racconto in versi intitolato ‘A visit from Saint Nicholas. Nel silenzio della notte il pastore che è il protagonista del racconto sente strani rumori: si alza e scopre una slitta piena di giochi trainata da otto renne e condotta da un vecchietto. È Saint ‘Nick’ che scende dal camino con una gerla piena di doni, vestito di pelliccia, le guance rosate, il naso a ciliegia, la pancia smisurata. Più che un santo è un buffo elfo. Moore ha creato un nuovo santo pagano trasformando la figura di San Nicola e avviando così l’iconografia convenzionale di Babbo Natale, seguito nel 1843 da Charles Dickens che, da parte sua, con il racconto Canto di Natale reinventa il Natale come festa moderna. Ci pensano poi gli illustratori, specie quelli al servizio della Coca Cola negli anni ’30 del Novecento a fissare definitivamente nell’immaginario collettivo i tratti del vecchio elfo quali li conosciamo, tratti rafforzati poi da pellicole cinematografiche a cominciare da Miracolo nella 34 esima strada del 1947 in cui si dimostra che Babbo Natale esiste davvero. A differenza di Nicola, Santa Claus è  donatore ma non protettore, eppure diventa il dio dei bambini. Una divinità imbattibile, sempre più in ascesa persino in questi tempi magri, riconosciuta a livello planetario, capace di imporsi e sbaragliare tutta la concorrenza, da Gesù Cristo ai re Magi a santa Lucia alle befane e altri esseri magici, anche se è stagionale, anzi in servizio pochi giorni all’anno e tanto effimero perché i bambini superata una certa età (di solito sette- otto anni) smettono di credere in lui.

La vera storia di Babbo Natale (Cortina editore) è raccontata in maniera sfiziosa e sagace da una coppia speciale, un padre, Alfio che è uno psicoterapeuta (docente di Psicologia del ciclo di vita a Milano) e un figlio, Michele Maggiolini, non bambino ma adulto e antropologo. Il libro esplora la storia di Babbo Natale quale trasformazione pagana di san Nicola, santo protettore dei bambini, capace di inserirsi nella tradizione del Natale, con grande forza di sopravvivenza perché, tra trasformazioni epocali e variazioni culturali effimere legate a un mondo globalizzato, assembla invarianti simboliche profonde. Lo studio ricostruisce la storia del Natale in cui solo in età recente si inserisce l’invenzione del grande vecchio vestito di rosso e di ermellino bianco, come un anomalo vescovo o un papa dei consumi, e soprattutto si interroga e ci interroga sul perché i bambini credono in questa figura, e allo stesso modo smettono di crederci.

Si sa che il Natale da sempre è stata la festa del sole che rinasce all’indomani del solstizio del 21 dicembre, giorno  in cui si ha il minimo di ore di luce e il tempo pare arrestarsi, il sole fermarsi e morire; poi è diventata la festa della famiglia, dei doni e dei bambini. A Roma c’erano due protagonisti del Natale, il dio Saturno e il re Mitra: i Saturnali erano all’insegna di travestimenti, eccessi alimentari e sessuali (associati oggi più al Capodanno) e rituali che continuano a caratterizzare le feste del solstizio d’inverno come lo scambio di doni che rafforza i legami sociali e affettivi. Mitra, divinità solare che guida un carro alato, precede Babbo Natale che a buon diritto si colloca nella famiglia degli dei solari. Dopo Mitra, Cristo divenne il nuovo sole della cristianità a cui però sono i Magi a portare doni, perché lui non ne dà. Solo dall’Ottocento il Natale diventa la festa della famiglia, dei doni e dei bambini. L’avvento di Babbo Natale, invenzione del capitalismo americano, porta alla moderna versione della festa dei consumi. Unico scopo di questo vecchio e neonato insieme piuttosto bizzarro è produrre felicità, soddisfare desideri; si espande il suo credo/culto perché è un personaggio duttile, internazionale e interreligioso, capace di sostenere dal punto di vista antropologico e psicologico un mito collettivo. Tuttavia, a differenza delle divinità tradizionali, gli adulti non credono in lui, il che lo assimila alle credenze e alle pratiche dei riti di passaggio. È un dio iniziatico, anomalo dunque, perché divide la popolazione per fasce d’età in una società che oltretutto quasi non ha più riti iniziatici. Ha una funzione simbolica perché rappresenta “un cambiamento soggettivo come marcatore di un passaggio evolutivo”. Ed ecco il cuore della questione: la credenza in Babbo Natale fa parte delle universali bugie della tradizione. I bambini credono in lui non perché, come riteneva lo psicoanalista Jean Piaget, dotati di un pensiero magico e perciò cognitivamente immaturo. Le recenti teorie psicologiche hanno rivisto questa concezione che considera i bambini portatori di un pensiero animistico come fossero primitivi. Babbo Natale è un’invenzione dell’immaginazione degli adulti i quali spingono i bambini a crederci. Finché verso i sette-otto anni cambia non già “il modo di comprendere la realtà oggettiva quanto piuttosto di comprendere se stessi”. Gli autori scorgono in questa svolta una modalità d’ingresso nel simbolico per cui i bambini scoprono insieme all’inganno il modo in cui funzionano le credenze condivise: esiste un altro livello di realtà, la realtà del simbolico. Ne escono quasi sempre senza traumi i piccoli, al punto che quasi sempre diventano complici dei genitori nel sostenere la bugia verso i fratelli più piccoli. “Per gli adulti in effetti Babbo Natale non è un dio, ma un simbolo. È il rappresentante immaginario della funzione di donatore” e “di una fede, seppure per bambini che non ha bisogno di religione”.

L’ultima domanda è allora: perché educhiamo i bambini mentendo, creando figure di fantasia magari per trasmettere valori di altruismo e bontà, sia pure in modalità pagane e secolarizzate? Babbo Natale è un residuo sia pure laico del senso del sacro, “una rappresentazione immaginaria di una funzione spirituale: la legge simbolica universale che impone ai grandi di  rendere omaggio ai piccoli”. Pare che oggi più che mai sia la risposta all’assenza del padre di cui ha scritto con largo seguito lo psicoanalista Massimo Recalcati: non più un padre di matrice freudiana che regola il desiderio attraverso il divieto ma che, bonario e generoso,  lo asseconda, lo esalta e lo moltiplica. Concludono gli autori: forse bisogna accontentarsi di restare senza una risposta unica;  perseverare nella credenza di Babbo Natale fa piacere a tutti, al di là di giustificazioni morali, religiose, alimenta la festa. In un mondo in cui la luce specie quella interiore spesso si spegne, l’esaurirsi delle risorse planetarie contrasta con il modello consumistico, il capitalismo sta facendo schiere di vittime, l’auspicio è che il Babbo rinsavisca, il Natale recuperi il nucleo originario e torni “a rendere omaggio al Sole e all’energia perenne del mondo”. (Piera Lombardi)

Titolo: La vera storia di Babbo Natale
Autore: Alfio Maggiolini, Michele Maggiolini
Editore: Cortina Raffaello
Dati: 2011, 14,00 €, 175 pp.

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Winter 2012 compilation – A year in music 2011 [free download]

Sacrifici, sacrifici, sacrifici. Ragazzi, finalmente finisce questo 2011 infestato da spread e crisi economica. Ci preoccupa la crisi economica? Relativamente, del resto non è che abbiamo quel granché da perdere, in termini economici, e purtroppo temo che molti dei nostri lettori capiscano cosa intendiamo (sigh!). Onestamente questa crisi la vediamo quasi positivamente (anzi, togliete il quasi): un’opportunità per dire basta a questo folle sistema capitalistico e consumistico schiavo di banche, papponi, lobbisti, mafiosi, facce di culo e gente rimbambita. La crisi che ci preoccupa di più è quella culturale, ormai profondissima, che  sembra però non interessare più a nessuno, specie ora che Berlusconi non è più Presidente del Consiglio. Senza andare a toccare temi sociali quali xenofobia, corruzione ecc, non ci compete, siamo sempre più preoccupati dalla qualità e dallo stampo dei prodotti culturali rivolti ad un pubblico di massa. Recentemente ci siamo anche noi tuffati nel tunnel della nostalgia (strada anch’essa pericolosa anzichenò, come viene fuori dalla lettura del libro della Egan) e abbiamo brindato ai capolavori che 20 anni fa nel 1991 e 40 anni fa nel 1971 imperversavano nel mondo della musica vendendo milionate di copie  conquistando audiences globali. Pensare che oggi un gruppo rock “alternativo” possa scalare le classifiche e rivaleggiare con Justin Bieber sulle pareti delle camerette degli adolescenti, come facevano i Nirvana e i Pearl Jam 20 anni fa, è ormai pura utopia. E questo ci rattrista molto più dello spread perché crediamo che gusti musicali, cinematografici, letterari, artistici, dicano molto delle persone e, chiamateci snob, non abbiamo molta fiducia in una società che spende i propri soldi per acquistare un disco (o un brano) di Tiziano Ferro o che va al cinema a vedere il concerto di Ligabue in 3D. Sob.

E invece la roba di qualità abbonda: in giro non mancano musicisti, scrittori, artisti di talento traboccanti di passione e di idee, solo che sono sempre più sommersi da una montagna di spazzatura e di rumore di fondo. E allora ecco che entrano in campo quelli come noi, indagatori degli abissi, sommozzatori a caccia di tesori sommersi. E ok, non sarà il 1971, non sarà il 1991, ma in questo 2011 di roba interessante, in campo musicale, non ne è certo uscita poca: quelli di SUBmarinean POP vi hanno messo insieme una compilation tripla, ben 57 brani da 57 dischi diversi di 57 artisti diversi, che è il nostro regalo di Natale per voi. Scaricatela, godetela, fatela scaricare ai vostri amici e cerchiamo, ognuno nel suo piccolo, di contribuire a far ripartire la crescita. Non quella economica, quella culturale.

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Vol 1  – Vol 2  – Vol 3


Tracklist

Vol. 1
1 Girls – Jamie Marie (Father, Son, Holy Ghost)
2 Okkervil River – Your Past Life As a Blast (I Am Very Far)
3 Real Estate – Wonder Years (Days)
4 Twerps – Who Are You (s/t)
5 Yellowbirds – Beneath The Reach Of The Light (Colors)
6 Comet Gain – An Arcade From The Warm Rain That Falls (Howl Of The Lonely Crowd)
7 Sacred Spirit – My Brother Died (Some Stay)
8 Crash Of Rhinos – Lifewood (Distal)
9 Atlas Sound – Angel Is Broken (Parallax)
10 Fleet Foxes – Blue Spotted Tail (Helplessness Blues)
11 Dirty Beaches – Sweet 17 (Badlands)
12 Arches – Every Moment Of The Day (Wide Awake)
13 Bon Iver – Minnesota, WI (s/t)
14 The Antlers – I Don’t Want Love (Burst Apart)
15 A Classic Education – Baby It’s Fine (Call It Blazing)
16 The Wave Pictures – Hear The Ferries Mooring (Beer In The breakers B-Side)
17 Stephen Malkmus and The Jicks – Stick Figures In Love (Mirror Traffic)
18 The War On Drugs – I Was There (Slave Ambient)
19 Yuck – Rubber (s/t)

Vol. 2
1 Wye Oak – Holy Holy (Civilian)
2 Ducktails feat Panda Bear – Killin The Vibe (Killin The Vibe Ep)
3 Big Troubles – She Smiles For Pictures (Romantic Comedy)
4 Summer Camp – Better Off Without You (s/t)
5 Crystal Antlers – Summer Solstice (Two-Way Mirror)
6 Mazes – Most Days (A Thousand Heys)
7 Crystal Stilts – Dark Eyes (Radiant Door)
8 Do nascimiento – Materasso (s/t)
9 Iceage – Collapse (New Brigade)
10 Raein – Oggi Ho Deciso Di Diventare Oro (Sulla Linea D’Orizzonte Tra Questa Mia Vita e Quella Di Tutti)
11 The Twilight Singers – Waves (Dynamite Steps)
12 Screaming Trees – Dorro Into Summer (The Last Words)
13 College Feat. Electric Youth – A Real Hero (Drive OST)
14 Tune Yards – Gangsta (Who Kill)
15 M83 – Midnight City (Hurry Up, We’re Dreaming)
16 The Drums – Hard To Love (Portamento)
17 Toro Y Moi – Got Blinded (Underneath The Pine)
18 Destroyer – Kaputt (Kaputt)
19 Charles Bradley – Why Is It So Hard? (No Time For Dreaming)

Vol. 3
1 The Raveonettes – Recharge & Revolt (raven In The Grave)
2 Spectrals – Get A Grip (Bad Penny)
3 Smith Westerns – All Die Young (Dye It Blonde)
4 Papercuts – Do You Really Want To Know (Fader Parade)
5 Pete And The Pirates – Half Moon Street (One Thousand Pictures)
6 Lana Del Rey – Video Games (Video games – Blue Jeans Single)
7 Bill Fay – I Hear You Calling (The Time Of The Last Persecution)
8 Bill Callahan – Riding For The Feeling (Apocalypse)
9 Villagers – Ship Of Promises (Live At Working Mans Club Dublin)
10 Four Million silhouettes – Emphemetry (A Lullaby Hum For Tired Streets)
11 J Mascis – Several Shades Of Why (Several Shades Of Why)
12 Robin Pecknold – Where Is My Wild Rose (Three Songs)
13 Kurt Vile – Peeping Tomboy (Smoking Ring For My Halo)
14 Oneohtrix Point Never – Rplica (Replica)
15 Youth Lagoon – Afternoon (The Year Of Hibernation)
16 PJ Harvey – In The Dark Places (Let England Shakes)
17 Minks – Little Fawn (Single)
18 Wilco – One Sunday Morning (Song For Jane Smiley’s Boyfriend)(The Whole Love)
19 Low – Nothing But Heart (C’mon)

Il coniglietto di Natale

il conigliettodi Natale

È la notte di Natale e a causa di un’abbondante nevicata Babbo Natale non è riuscito a trovare la casa dei conigli. La delusione dei coniglietti nel non trovare i doni né nelle calze, né sotto l’albero è grande, ma Coniglietto, troppo piccolo per fare molte cose, decide di farne una senza chiedere il permesso: andrà a cercare Babbo Natale. La neve è candida e spessa, le tavole all’aperto sono letteralmente investite da una luce giallo-dorata che illumina il mantello bruno del coniglietto sottolineando come si tratti di uno scricciolo intraprendente e generoso. Durante il cammino alla ricerca di Babbo Natale, infatti, Coniglietto incontra e salva un topolino e un pettirosso, intirizziti e quasi sepolti dalla neve, che si uniscono a lui nell’avventura.

Sebbene così coraggioso e indipendente, però, Coniglietto rimane pur sempre un piccino e quindi non riesce a valutare il pericolo conseguente all’entusiasmo: quando vede finalmente la casa di Babbo Natale oltre un lago ghiacciato, infatti, si mette a correre sul ghiaccio per arrivare più in fretta…

Ma per fortuna gli amici si rivelano tali e preziosi, e, sempre per fortuna, in molte storie i desideri riescono a divenire realtà.

Un albo molto colorato in cui ai colori caldi degli interni si contrappongono quelli freddi degli esterni in un gioco di tinte volto a comunicare proprio il calore (del camino, della cucina) e il freddo (della neve, del ghiaccio). Olga Lecaye ha illustrato anche altre storie di cui è autrice anche dei testi, mentre il testo de Il coniglietto di Natale è di Nadja.

Titolo: Il coniglietto di Nataleil coniglietto di natale
Autori: Olga Lecaye
Editore: Babalibri
Dati: 2000, 40 pp., 14,00 €

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Due storie natalizie di Astrid Lindgren

Betta sa fare tutto o quasi - Ilon Wikland Betta sa fare tutto (o quasi), e il passaggio repentino dalla sbruffonaggine tutta bambina dal saper fare tutto al “quasi” è talmente spontaneo da suscitare ammirazione per questi bimbi sempre in movimento e instancabili che hanno una loro dimensione, per quanto stramba e buffa essa possa essere, e ci vivono bene, pienamente e teneramente.

Betta indossa un bel paio di guanti a strisce, un cappello azzurro con pon pon e robusti scarponcini con le stringhe perennemente slacciate. La prima volta che la incontriamo in questa sua avventura natalizia si sta vantando in un candido giardino innevato a braccia aperte e gambette ben puntellate a terra. Ci sono! Lo so fare! Sembra dire, e nel farlo è fulcro e centro di una coloratissima e innevata illustrazione costruita su prospettive sbilenche e forzate che Betta (“Certo che sono proprio speciale io!”) sottolinea con il suo equilibrio, con il suo sorriso pieno e il mento all’insù. L’autrice è Astrid Lindgren (di cui abbiamo già parlato qui e qui), l’illustratore Ilon Wikland e l’equilibrio tra i due autori è esattamente come il sorriso sicuro di sé e gioioso di Betta: perfetto.

Betta sa fare tutto o quasi - Ilon Wikland I contorni sono ben marcati, netti, e sottolineano la prospettiva avvitata. I colori pieni e brillanti. I vestitini di Betta, della sua mamma, degli amici, gli utensili, gli arredi mi riportano agli anni in cui ero bambina, e credo che mi sarei ben specchiata nella semplicità di Betta se, alla fine degli anni Settanta, avessi avuto l’occasione di leggerne la storia (le storie, giacché Betta è protagonista di diverse avventure, alcune tradotte anch’esse ed edite da Il gioco di Leggere). Una storia che, come molte delle storie di Astrid Lindgren, prende il via da un avvenimento semplice che nella sua semplicità nasconde la magia del caso, la fortuna dell’intraprendenza, l’incrociarsi di coincidenze e piccoli contrattempi. Nella cittadina di Betta sono finiti gli alberi di Natale in vendita e Betta e i suoi fratellini sono molto tristi dinanzi alla prospettiva di non poter avere il loro albero. Ma Betta sa fare tutto, o perlomeno ce la mette tutta, e a furia di crederci chissà che non riesca a risolvere la situazione e a volgerla a loro favore?

Albo ideale per questi freddi giorni di preparativi e addobbi natalizi.

Sempre Il gioco di Leggere sceglie di dare alle stampe una storia natalizia di Astrid Lindgred à la Lindgren, con una bella edizione con costola in stoffa: Natale nella stalla che consente anche a genitori atei di raccontare il Natale, la natività, in tutta semplicità. La semplicità della notte di Natale scevra di genuflessioni e di preghiere e altrettanto intensa e profonda. Raccontata con un tono talmente dolce da rapire durante la lettura e l’ascolto, e testimoni di questo dono autoriale non comune saranno gli occhi sgranati dei bambini cui vorrete raccontare ciò che avvenne “una notte di Natale di tanti anni fa. La prima notte di Natale”.

Le illustrazioni sono di Lars Klinting: acquerelli raffinati e tenui.

Natale nella stalla - Lars KlintingNatale nella stalla - Lars Klinting

 

copertina Betta sa fare tutto o quasiTitolo: Betta sa fare tutto (o quasi)
Autori: Astrid Lindgren, Ilon Wikland
Editore: Il Gioco di Leggere
Dati: 2010, 32 pp., 14,10 € 

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copertina Natale nella stallaTitolo: Natale nella stalla
Autori: Astrid Lindgren, Lars Klinting
Editore: Il Gioco di Leggere
Dati: 2011, 28 pp., 15,00 €

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Lettere illustrate da Babbo Natale

Father Christmas Letters, 1932 - TolkienJ. R. R. Tolkien incominciò a inviare ai propri figli lettere firmate da Babbo Natale il 25 dicembre 1920. Le lettere, inviate in buste candide come la neve, continuarono a essere recapitate in casa Tolkien per altri trent’anni, a volte consegnate dal postino, altre volte lasciate sul camino da misteriosi ambasciatori. Verrebbe subito in mente da dire che si tratta di un Tolkien affettuoso papà con vena pedagogica, considerata la cura, l’allegria dei disegni, della carta intestata, la perfezione minuziosa dei dettagli: i francobolli, i timbri, la calligrafia. In realtà è sempre il più classico Tolkien, quello filologo, che si nasconde in questa dolce saga familiare.

Prova ne sono le lettere del 1932, quella del 1937 e la letterina dell’Orso Polare Karhu, fido aiutante di Babbo Natale. Nella lettera del 1932 Babbo Natale racconta ai piccoli Tolkien di come, per ritrovare Orso Polare che si era smarrito, fosse venuto a conoscenza dell’esistenza di alcune bellissime grotte abitate dai folletti, sulle cui pareti spiccavano disegni di animali straordinari, alcuni ormai estinti, draghi, mammuth, e delle strane figure nere, quasi scarabocchi alla maniera folletta. Scarabocchi che si rivelano, invece, un vero e proprio alfabeto così come organizzati da Orso Polare: un alfabeto Goblin. Karhu spiega inoltre ai bambini come al Polo Nord si parli l’artico e per dar loro un’idea di questa lingua scrive una frase con relativa traduzione: Mára mesta an ni véla tye ento, ya rato nea, che in italiano diviene: Saluti fino al prossimo incontro, che spero sia presto. Così come nella letterina del 1937 c’è anche una misteriosa frase in elfico.

Le lettere di Babbo Natale, a cura di Baillie Tolkien, sono una selezione delle letterine giunte a casa Tolkien per mezzo delle quali scopriamo che Babbo Natale è sì un simpatico barbuto, ma anche un uomo dotato di un sottile senso dell’ironia, di humour, del resto all’epoca aveva già millenovecentoventi anni, e direi che con tutti quegli anni alle spalle si ha completa facoltà di giudizio. Assieme a lui vivono il fido Orso Polare e i Cuccioli polari, suoi diretti nipoti, gli Uomini-neve e i loro bambini, gli Gnomi rossi e gli Elfi (uno dei quali, Ilbereth, diventerà suo segretario). Tra tutti Orso Polare, protagonista di numerose e buffe disavventure, è certamente il mio preferito, anche, o forse soprattutto, visto il suo lato dotto. Anche se i suoi Cuccioli polari, pasticcioni non sono da meno in quanto a simpatia.

Le lettere di Babbo Natale - Tolkien, lettera del 1925Le lettere di Babbo Natale - Tolkien, lettera del 1920Le lettere di Babbo Natale - Tolkien, lettera del 1928Le lettere di Babbo Natale - Tolkien, lettera del 1939Le lettere di Babbo Natale - Tolkien, lettera del 1926

Tolkien ritrae con sorprendenti disegni, ricchissimi di dettagli, vere e proprie esplosioni di colori che mostrano un talento naturale per l’ideazione fantasiosa e la scelta e la varietà delle tinte sebbene d’altra parte le forme umane e animali risultino un po’ piatte, prive di profondità e proporzione: spigolose se confrontate con i paesaggi e con i fuochi d’artificio dell’aurora boreale.

Un libro illustrato classico in molto più di un senso che racchiude in sé l’essenza del Natale, anche di quello laico, se davvero ne esiste uno. Non dovrebbe mancare nella biblioteca dei vostri bambini.

Titolo: Le lettere di Babbo Natale
Autore: John R. R. Tolkien.
Editore: Bompiani
Dati: 2000, 56 pp., 14,00 €

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