Alla ricerca dell'odore perduto

“l’odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla quasi impalpabile, senza vacillare, l’immenso edificio del ricordo.” (Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto)

L’aroma della madeleine, del pezzetto di madeleine, che Marcel percepisce bevendo il tè fa in modo che immagini, persone, giardini, fiori del passato assumano consistenza e forma nella sua memoria investendo di significati profondi ed emozioni intense anche il proprio presente. Può un semplice profumo, un odore, suscitare tali emozioni? Sì, certamente può, e le parole di Proust ne sono un esempio lampante. Per cogliere gli odori, imprimere particolari profumi nella nostra memoria, includerli nel nostro personale bagaglio di ricordi è necessario, però, educare il nostro naso, affinare il nostro più indipendente senso. E iniziare da bambini.

Annusare e scoprire, far chiarezza nella moltitudine di odori (lievi o pungenti se si vive in campagna, forti e ingombranti se si vive in città) non è compito semplice per noi come per Susy e Giacomo, i due bambini protagonisti di questo manuale da apprendisti scienziati di Editoriale Scienza, che con l’aiuto di Gianna, una fulva volpe esperta in campo di odorato, in dieci tappe acquisiranno tutti gli elementi utili a scoprire il mondo dei profumi e, ebbene sì, anche dei cattivi odori.

Il coloratissimo albo di Pascal Desjours, illustrato da Frédéric Bénaglia, si rivolge a bambini tra i 5 e i 7 anni, appena prima che vadano a scuola o da poco scolarizzati, perché è proprio questa la fase in cui il non saper ancora leggere li induce ad attribuire a ciò che avviene loro intorno poteri magici o sovrannaturali: la rosa profuma soavemente perché la fata dei fiori è appena passata di lì e ha riposato un po’ tra i suoi petali…

Le dieci esperienze e i dieci giochi sul tema dell’odorato trovano risposte concrete alle domande dei bambini partendo dunque dalla loro capacità di sorprendersi dinanzi alle cose del quotidiano.

Ogni attività si svolge in tre parti: una brevissima avventura di Giacomo o Susy stimola il “perché?”; un’esperienza suggerita, con tanto di elenco dei materiali necessari e spiegazioni passo passo (per i bambini così come per i genitori) e, infine, il gioco, per sperimentare quanto appena scoperto.

Per il mio naso curioso non poteva essere che stuzzicante la questione degli odori nascosti: come mai le erbe raccolte dal nonno appena raccolte non profumavano così intensamente come quando le si usa per fare una fumante tisana? Ebbene, con l’esperienza si comprenderà come l’acqua, evaporando e disperdendosi nell’aria, porti con sé una parte del profumo delle erbe del filtro, raggiungendo le narici. Che poi è lo stesso principio per cui in certi film d’avventura per ragazzi è sempre bene mettersi sottovento per evitare che pericolosi lupi o orsi fiutino la nostra presenza…

Un libro divertente e stimolante che consiglio ai bimbi curiosi e agli adulti altrettanto curiosi di scoprire come funziona il nostro senso più indipendente; quello che è alquanto difficile, direi impossibile, imbrigliare.

Titolo: Annusa e scopri
Autore: Pascal Desjours, Frédéric Bénaglia
Editore: Editoriale Scienza
Dati: 2010, 72 pp., 12,90 €

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Parole e numeri nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll

“Alice’s Adventures in Wonderland” (1865), Sir John Tenniel

Inventore del nonsense, spietato critico della morale vittoriana, letterato appassionato e creativo, studioso con uno speciale interesse per il mondo dell’infanzia, matematico. Oppure tutte queste cose assieme, era Lewis Carroll. Sorprendente inventore di giochi logici frammisti di lingua, narrativa e calcoli logico-matematici Carroll si rivela in ciascuna delle sue opere, ma è in Una storia ingarbugliata e ne Il gioco della logica (entrambi editi da Astrolabio) che questo talento è lampante.

Una storia ingarbugliata fu pubblicata a puntate nel The Monthly Packet, a partire dal 1880. In ogni “garbuglio” Carroll nascose “come le medicine che venivano nascoste con tanta abilità, ma con scarsi risultati, nelle marmellate della nostra prima fanciullezza” problemi logici, matematici, algebrici col chiaro intento di educare al pensiero logico per mezzo della narrazione. Carroll ci regala qualche ora di divertente umorismo e l’occasione di esercitare e mettere alla prova il nostro acume matematico per mezzo di dieci capitoli (garbugli) che costituiscono una storia piacevole e insolita che diverte, non limitandosi a ricordare le sue opere di maggior successo.

I piccoli universi logici creati da Carroll sono talvolta reali, altre iperrealistici, altre assurdi, assolutamente non rapportabili con la realtà stessa. Le proposizioni logiche semplici e ricorrenti (nessun x è m; alcuni x sono m; tutti gli y sono m) sono talvolta composte da elementi noti e comprensibili (il dentista, per esempio, e l’arcinota paura che i bambini nutrono nei suoi confronti o il fatto che il sale non sia zucchero), altre assolutamente astratte, con l’invenzione di parole prive di significato (i Grurmstipths) ma con un chiaro significante: essere parte integrante di un’equazione o proporzione o sillogismo logico.

Ne Il gioco della logica per mezzo di due diagrammi e nove gettoni, cinque blu e quattro rossi, Carroll ha ideato gioco semplice ma coinvolgente per mezzo del quale mostra come la logica aristotelica possa essere trasformata in un momento di svago. Le pagine di questo agile, e assolutamente stimolante volume, sono costellate da centinaia di sillogismi divertenti e stuzzicanti non solo per la mente ma anche per l’umore.

Humpty Dumpty e Alice, da "Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò". Illustrazione classica di John Tenniel.

Mentre nell’algebra i rapporti tra i numeri e i simboli matematici, e il loro ordine, condizionano le soluzioni dei problemi, nel gioco della logica non c’è un limite alle combinazioni che possono intervenire, dando luogo a diversi risultati, quando si tratta di elementi lessicali e non meramente numerici. Le parole perdono il loro contatto originario con la realtà e da essa si discostano per divenire semplici ed efficaci elementi di equazioni logiche. Ripercorrendo una strada già battuta in Attraverso lo specchio, riproponendo un assioma della semiotica The Humpty Dumpty Position:
– “Quando io uso una parola” disse Humpty Dumpty, in tono non privo di disprezzo, “la parola significa quello che io voglio farle significare, nè più nè meno.”
– Ma la questione è”, disse Alice, “se può dare alle parole tanti significati diversi…”
– “La questione è” ripetè Humpty Dumpty, “chi è che  comanda… ecco tutto.”

Leggendo queste pagine sorrido non solo per l’irresistibile umorismo con il quale mi trovo a dialogare ma per certe affermazioni così attuali e allo stesso tempo desuete che, accidenti! Non dovrebbero farmi sorridere: “Come ben sapete non si ottiene nulla per nulla: [i giovani] devono lavorare per guadagnarsi da vivere. E come potranno lavorare se non sanno nulla? Date retta a me, con i tempi che corrono non c’è nulla da fare per gli ignoranti!”.

E adesso chi lo racconta a Lewis Carroll che la società non va più così? Che la situazione da lui dipinta e prospettata si è ribaltata in modo ancora più surreale che in una delle sue storie? Potremmo mettergliela così: viviamo in un Paese delle meraviglie, e per fortuna o per disgrazia dobbiamo esercitare le nostre menti e riuscire a confrontarci con crudeli regine di cuori e grotteschi cappellai matti. Sia mai che un giorno ci accorgeremo, e s’accorgeranno, che non siamo più bambini e che invece, molto dolorosamente, siamo diventati adulti, coscienti di esserlo.

Alice scoppiò a ridere. “Non serve riprovarci” disse. “Non si può credere alle cose impossibili”.
“Direi che sei giù d’esercizio” disse la Regina. “Quando avevo la tua età, io ci provavo sempre una mezz’oretta al giorno. A volte riuscivo a credere anche fino a sei cose impossibili prima di colazione, al mattino. Ecco il mio scialle che vola via di nuovo!”
(Lewis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie).

Titolo: Una storia ingarbugliata
Autore: Lewis Carroll
Editore: Astrolabio
Dati: 1969, 102 pp., 9,30 €

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Titolo: Il gioco della logica
Autore: Lewis Carroll
Editore: Astrolabio
Dati: 1969, 106 pp., 8,50 €

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