3 canzoni per il weekend

Una canzone per ogni giorno del weekend, venerdì, sabato e domenica, per racchiudere in pochi minuti lo spirito della giornata e per riassumere in breve la settimana o il mese musicale

dbdrfiters

 

Venerdì

Dirty Beaches – Casino Lisboa

Dopo un numero considerevole di Ep, Alex Zahng, aka Dirty Beaches, ritorna  addirittura con un doppio album, Drifters/Love Is The Devil, di cui Casino Lisboa è il primo, ottimo, singolo. Le atmosfere son sempre quelle, rock’n’roll noir fin dentro le ossa, anche se il sound sembra cresciuto, maggiormente saturo di atmosfere e suggestioni. Soundtrack perfetta delle periferie notturne.

http://dirtybeaches.blogspot.it/

Sabato

Daft Punk – Lose Yourself To Dance (ft Pharrell Williams)

Cosa scegliere da questo discone ultra hype e ormai nell’hard disk di tutti, compresi genitori e nonni? A dire la verità c’è l’imbarazzo della scelta. Noi iniziamo con i ritmi funk di Lose Yourself To Dance, quale augurio migliore per un sabato sera?

http://www.daftpunk.com/

Domenica

Wolther Goes Stranger – I’m Sorry

Pronti per Love can’t talk, il nuovo disco dei Wolther Goes Stranger (progetto firmato da  Luca Mazzieri –  già chitarra negli A Classic Education –  Linda Brusiani e Massimo Colucci), in uscita  a giugno per La Barberia Records? No? Be’ gustatevi l’aperitivo con questo primo singolo, mix perfetto tra dance anni ’90 e suggestioni Eighties, sensualità e malinconia. Musica: Wolter Goes Stranger/Parole: Alessandro Raina. E non è tutto qui, ve l’assicuro.

http://wolthergoesstranger.blogspot.it/

Buon weekend a tutti.

Light Up Gold dei Parquets Court – energia punk-rock da NYC

parquets court

Light Up Gold dei Parquets Court, neo band garage-punk-rock di New York City, è un disco che ti prende per i capelli fin dal primo minuto di ascolto. L’incipit, formato dalla doppietta Master Of My Craft e Borrowed Time, trascina l’ascoltatore in un vortice di chitarre e batteria tra i più coinvolgenti da qualche tempo a questa parte. La band, capitanata da Austin Brown e Andrew Savage, e ispirata da numi tutelari come Sonic Youth e The Feelies, ha sfornato un album diretto e senza fronzoli: liriche urlate, schitarrate decise e batteria pestata. Risultato, un flusso sonoro compatto, formato da quattordici canzoni che raramente superano i due minuti e mezzo (tranne nel caso della bellissima Stoned And Starving, una specie di manifesto poetico della band; e di Tears Of Plenty, traccia finale dell’album, anch’essa da inserire tra gli highlights) e che arrivano sincere all’orecchio dell’ascoltatore. Uscito in poche copie in Usa per la Dull Tools, Light Up Gold, viste le sperticate lodi che si è preso da più parti, si prepara a essere distribuito in maniera più massiccia (si fa per dire) dalla What’s Your Rupture (stessa label degli Iceage, per intenderci). Un disco fatto di sudore e fattanza, un disco rock’n’roll duro e puro. Cinque alto per i Parquets Court.

http://bandcamp.com/EmbeddedPlayer/v=2/album=2771242743/size=venti/bgcol=FFFFFF/linkcol=4285BB/

a year in… music! (2)

Ok, proseguiamo con le nostre velletarie liste sul meglio del 2010; oggi è stato il turno dei membri della popolazione musicofileadi AtlantideZine di stilare qualche lista improvvisata, molto arbitraria, totalmente inutile, ma a vostro completo uso e consumo. Stavolta però in realtà non si è trattato proprio del meglio del 2010 (per quello c’è la compilation!) ma di quello che noi abbiamo ascoltato nel 2010. Non so checosa vogliate o possiate farne, questo sta a voi, ma tant’è. Andiamo a cominciare!

PS: se vi va di polemizzare e inoltrarci la vostra lista, che è certamente migliore delle nostre, non esitate ad utilizzare i commenti. De gustibus disputandum est!



Cataldo Bevilacqua

Dischi

Chiaramente l’ordine è alfabetico. Non vi sono ulteriori giudizi di valore. A me questi dischi sono piaciuti tutti indistintamente.

  1. Arcade Fire – The Suburbs

  2. Avi Buffalo – s/t
  3. Beach Fossils – s/t
  4. Beach House – Teen Dream
  5. Broken Social Scene – Forgiveness Rock Record
  6. Caribou – Swim
  7. Colapesce – s/t
  8. Darren Hayman and The Secondary Modern – Essex Arms
  9. Deerhunter – Halcyon Digest
  10. Girls – Broken Dreams Club Ep
  11. Nana Grizol – Ruth
  12. Shout Out Louds – Work
  13. The Love Language – Libraries
  14. The National – High violet
  15. The Radio Dept – Clinging to a scheme
  16. The Walkmen – Lisbon
  17. Titus Andronicus – The monitor
  18. Twin Shadow – Forget
  19. Villagers – Becoming a jackal
  20. Wild Nothing – Gemini

Live

  1. Pavement live @Brixton Accademy – Londra /Pavement live @Estragon – Bologna
  2. Arcade Fire live @Arena Parco Nord – Bologna
  3. Shout Out Louds live @Maroquinerie – Parigi
  4. Phoenix live @Venaria Reale – Torino
  5. Broken Social Scene live @Magazzini Generali – Milano



Massimo Basile

In ordine di numero di ascolti

  1. Arcade Fire – The Suburbs
  2. Titus Andronicus – The Monitor
  3. Okkervil River – Black sheep boy appendix
  4. Pavement – Quarantine the past
  5. Neutral Milk Hotel – In the aeroplane over the sea
  6. Phoenix – Wolfgang Amadeus Phoenix
  7. Beach House – Teen Dream
  8. Bon Iver – For Emma, Forver Ago
  9. Shout Out Louds – Works
  10. Creedence Clearwater Revival – Best Of

Roberto Colella

Dischi

  1. Movie Star Junkies – A Poison Tree (Voodoo Rhythm Records)
  2. Moonhearts – Moonhearts (Tic Tac Totally)
  3. Grinderman – Grinderman 2 (Mute)
  4. Gil Scott Heron – I’m new here (XL)
  5. Capputtini i’Lignu – S/T (JeetKune Records)
  6. Shannon and the Clams – I Wanna go home (1-2-3-4 Records)
  7. The Morlocks – Play Chess (Popantipop)
  8. Duke Garwood – The sand that falls (Fire Records)
  9. Strange Boys – The Strange Boys and Girls Club (In the Red)
  10. Bobsleigh Baby –  S/T (JeetKune Records)

Live

  1. Mark Lanegan live @Circolo degli artisti – Roma
  2. Wooden Ships Live @Init – Roma
  3. Fleshstones Live @Circolo degli Artisti – Roma
  4. R’n’R Terrorists Live @Dal Verme – Roma
  5. Heavy Trash Live @Init – Roma


Andrea Cortellari

In ordine puramente e faticosamente casuale…

  1. Hocus Pocus – Place 54
  2. Kento – Sacco o Vanzetti
  3. Kiave – Il tempo necessario
  4. Ghemon & the love quartet – E poi, all’improvviso, impazzire
  5. Talib Kweli – Quality
  6. A Tribe Called Quest – Midnight Marauders
  7. Minnie Riperton – Adventures in Paradise
  8. k-os – The Anchorman Mixtape
  9. Marlena Shaw – The Spice Of Love
  10. The Roots and John Legend – Wake Up!



Francesca Romana Fivoli

  1. Arcade Fire – The Suburbs
  2. The National – High Violet
  3. The Tallest Man On Heart – The Wild Hunt
  4. Phoenix – Wolfang Amadeus Phoenix
  5. Shout Out Louds – Work
  6. Vampire Weekend – Contra
  7. Beach House – Teen dream
  8. Of Montreal – False priest
  9. Deerhunter – Halcyon digest
  10. Matt and Kim – Sidewalks

La cantina del rock

Un po’ di sconquassato garage punk, qualche ballata maledetta, suoni belli caldi che resuciterebbero un ibernato su qualche navicella spaziale al largo di costellazioni sconosciute ai più: questa è “La cantina del rock“, un posto dove l’istinto soppianta la preconfezione, dove Do-It-Yourself significa ancora produrrre la propria musica, stamparla, incartarla e farla circolare liberamente.
Dove leggere di dischi, personaggi e musica lontani anni luce dalla patina di alcune riviste che vanno per la maggiore. Un mondo in cui il vinile non è da nostalgici collezionisti, ma materia viva che ti pulsa nelle mani e nelle orecchie.
Solo questo?
No!
La  “cantina del rock” è un programma radiofonico andato in onda su Radio Facoltà di Frequenza per 103 puntate, e poi scagliata nell’iperspazio della rete per ancora altre decine di ore di rock’n’roll senza compromessi.
Da qualche mese è anche una piccola rubrica su Post.it, free press di informazione culturale che ogni mese viene stampato e distribuito a Roma in diecimila copie e con una passione smisurata.

Qui riporto qualche disco che mi ha fatto compagnia negli ultimi mesi, tirandomi fuori dal piovoso inverno romano…

Capputtini i’Lignu
S/T
www.myspace.com/capputtiniilignu
Jeet Kune Records
2010

Due chitarre, una cassa, un cembalino e poco altro. Quanto basta ai Capputtini i’Lignu per combinare una miscela punk blues che farebbe saltare in aria una banca.
Il disco è un viaggio su una vecchia caffettiera a vapore. Si procede a scossoni, su scomode panche di legno e in carrozze dal puzzo di sigaretta stantia. Ideale colonna sonora di un (rail)road movie in bianco e nero tra campi di cotone sconfinati e spazi metropolitani iperaffollati.
La strumentale intro lascia presagire ciò che sarà: una chitarrina lontana e un rapido regolamento di conti che subito deflagra nell’acida 3×3. I deragliamenti sono continui, e i ritmi si fanno incalzanti (She’s a crime), incandescenti (Bite in the neck blues e American Dream) e serrati (The robbery).
Ci sono canzoncine sbronze da aperta campagna (Fire Flies, U’r like an ocean to me), strane invocazioni notturne (Mr Death), ballate stralunate dal retrogusto malinconico, A betty full of rocks. Tornano vecchi fantasmi con Wang Dang Doodle scritta da Willie Dixon e suonata da mezzo mondo.
Con la faccia ormai sporca di catrame, Lord’s fists è l’ultimo episodio del viaggio. Pronti a girare il disco e ricominciare da capo.

Hangee V
Unpleasantly Yours
www.myspace.com/thehangeev
Four Monster Records
2009

Dalla Sardegna, terra baciata dal sole e dal rock’n’roll, a spargere semi malati di viscerale  garage punk. L’ultimo episodio della serie è Unpleasantly Yours e gli Hangee V mettono subito le cose in chiaro: Nightfall è un party in una nottata maledetta in cui era meglio rimanere tappati in casa. Ma ormai è tardi, Cages and traps innesca una violenta carambola e a ogni rullata della batteria ti ritrovi a girare senza possibilità di riprendere il controllo.
Non resta che abbandonarsi a canzoncine malate (Twice and once, C Jane) e a stupende cover che per suono e attitudine diventano song degli Hangee V: Gone, Gonna get in that girl’s mind (Reddlemen), ma soprattutto Burn witch burn (Circus) e la Poor Man targata High Tensions.
O meglio ancora buttarsi in pista a ballare, dopo aver schiantato una birra in un sorso (Those figures, Kidney).
Dopo il testa coda wild di Precious time, “What was it” è una macchina lanciata a velocità folle in una torrido mezzogiorno di agosto, sempre più veloce per tirarsi fuori dai guai (A day or never) fno al crescendo finale che puzza di resa dei conti (Waiting on the sea shore).
Disco da avere, meglio in vinile. Gruppo da seguire e da andare a vedere. Ovunque.

Jacuzzi Boys
No Seasons
www.myspace.com/jacuzziboys
Floridas Dying Records
2009

Gli Jacuzzi Boys, da Miami, ragazzini che hanno dato alle stampe ben cinque 7 pollici prima di arrivare al debutto sulla lunga distanza. Uscito negli ultimi mesi del 2009 per la Floridas Dying, No seasons è un disco che si beve tutto d’un fiato.
Basso, chitarra e batteria che trovano un interessante equilibrio tra i suoni di un passato ancestrale fatto di blues, giungla e psichedelia acida e allargata. Pura energia che non riesce a stare tra i solchi del disco. Una strada personale a ciò che oggi è rock’n’roll.

Charlie and the moonhearts
Thunderbeast
www.myspace.com/charlieandthemoonhearts
Bubca Records
2009

I Charlie and The Moonhearts sono in tre, in giro da qualche anno, ragazzini che hanno passato l’adolescenza scorrazzando in skate, ascoltando dischi e suonando in garage.
Hanno vent’anni, vengono dalla California e suonano un gran bel punk surf da festa, spontaneo e senza fronzoli.
Thunderbeast è uscito l’anno scorso per la Bubca Records, in 100 copie numerate. Cercate il disco o altrimenti scaricatelo qui, insieme a tanto altro materiale dell’etichetta.

Strange Boys
The Strange Boys and Girls Club
www.myspace.com/thestrangeboys
In the Red
2009

Da Austin, Texas, con un gran bel disco e un sound da viaggio mentale. Non hanno neanche vent’anni gli Strange Boys, ma gli States li hanno percorsi in lungo e in largo già molte volte.
Dopo singoli ed Ep, arriva il debutto sulla lunga distanza: sedici canzoni che una volta entrate in testa non ne vogliono sapere di uscire.
Tutto quello che viene chiamato sommariamente rock’n’roll in tutte le sue sfaccettature, ma in realtà molto di più di una definizione. Prossimo disco in uscita per Rough Trade.

Ty Segall
Lemons
www.myspace.com/tysegall
Goner records
2009

Negli ultimi anni l’ex ragazzino Ty ha sconquassato la Bay Area con i Traditional Fools.
Nel frattempo suonava da solo, registrando Horn the Unicorn in cassetta per Wizard Mountain e poi un album omonimo nel 2008 per Castle Face. Ora è la volta di Lemons: Ty, che si fa accompagnare da amici  in concerto, concepisce i pezzi da one man band, dimostrando fervida creatività nella scrittura e nella registrazione.

Charlie and the moonhearts

Thunderbeast

http://www.myspace.com/charlieandthemoonhearts

Bubca Records

2009

I Charlie and The Moonhearts sono in tre, in giro da qualche anno, ragazzini che hanno passato l’adolescenza scorrazzando in skate, ascoltando dischi e suonando in garage.

Hanno vent’anni, vengono dalla California e suonano un gran bel punk surf da festa, spontaneo e senza fronzoli.

Thunderbeast è uscito l’anno scorso per la Bubca Records, in 100 copie numerate. Cercate il disco o altrimenti andate su http://www.e-x-p.it/bubcarecords.html e scaricatelo, insieme a tanto altro materiale dell’etichetta.