Cosa resta del Dadaismo?

C’è stato uHans Richter - Man Kann, 1960n momento, a ridosso della fine del primo conflitto mondiale, in cui la devastazione e l’orrore provocati da quella stessa sanguinosissima guerra furono vissuti come l’inevitabile portato di una cultura vecchia, autoritaria e violenta. Il termine dei combattimenti venne accompagnato, prima nella neutrale Svizzera e poi nel resto dell’Europa centrale, dall’improvvisa nascita di un movimento avanguardistico che trovava nel totale rifiuto delle regole linguistiche ed estetiche la propria prerogativa e il proprio manifesto. Il Dadaismo nacque dalla voglia di libertà dei suoi membri e in totale libertà si sviluppò a cavallo tra le due guerre.

Hans Richter - Dreams that money can buy (still), 1947L’artista e cineasta tedesco Hans Richter (Berlino, 1888 – Locarno, 1976) è uno dei migliori esempi dello spirito Dada. Infarcito delle modalità pittoriche dell’espressionismo tedesco, trova presto scomodo l’angusto spazio della tela, troppo risicato per le sue ambiziose sperimentazioni. Si sposta, allora, sui rotoli di origine orientale, ma anche quelli rimasero solo una tappa intermedia di una progressione artistica che cerca di restituire il movimento in assoluta purezza. L’unica soluzione era il film ed egli è tra i primi e più eccelsi sperimentatori di quel nuovo mezzo espressivo, giungendo sino ad aggiudicarsi un Leone d’Oro a Venezia per il lungometraggio Dreams That Money Can Buy (1947), presente nella mostra Dada fino all’ultimo respiro assieme ad altri trenta esemplari della produzione cinematografica del grande artista tedesco e di altri suoi contemporanei e compagni dadaisti, quali Marcel Duchamp, Fernand Léger e Man Ray. Queste opere, sommate alle settanta testimonianze grafiche e pittoriche che spaziano lungo tutta la carriera artistica di Richter, compongono l’importante retrospettiva che il MACA di Acri (Cs) ospita fino al 7 ottobre 2012.

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Hans Richter, Variation sur le theme des tetes dadaLa mostra, a cura di Marisa Vescovo e realizzata in collaborazione con le associazioni culturali De Arte e Oesum Led Icima, è un dovuto omaggio a uno dei più importanti e poliedrici artisti del Novecento, capace di restituirne lo spirito innovatore in un allestimento che non trascura nessuno dei numerosi media artistici a cui Richter si è dedicato durante la sua lunga carriere.

Giuseppe Lo Schiavo, I Stay Here, 2012, cm 40x 65, fine art printA partire dal 15 settembre 2012, alla mostra verrà affiancata un’esposizione di lavori dei sette giovani artisti vincitori del concorso Young at Art (Walter Carnì, Giuseppe Lo Schiavo, Armando Sdao, Valentina Trifoglio, Giuseppe Vecchio Barbieri e il duo MovimentoMilc, formato da Michele Tarzia e Vincenzo Vecchio), che reinterpreteranno, ognuno attraverso il proprio peculiare stile, le suggestioni provate confrontandosi con l’opera di Richter, dando vita a un’interessante riflessione sull’eredità del Dadaismo nell’arte contemporanea, declinata attraverso l’intero spettro delle sue modalità espressive: pittura, scultura, body art, grafica vettoriale, fotografia e video-arte. Per chi fosse curioso, alcune opere dei sette giovani artisti sono visibili al link http://www.mediocratitour.it, in una riproposizione digitale della mostra che li ha visti protagonisti al MACA nei mesi di aprile e maggio.

Hans Richter. Dada fino all’ultimo respiro
fino al 7 ottobre 2012
http://www.museovigliaturo.it

Cento ospiti a Roma

Il primo aprile a Roma si è aperta la mostra dal titolo: Cento Capolavori – dallo Städel Museum di Francoforte al Palazzo delle Esposizioni. Un’accurata selezione di cento opere che attraversa i movimenti e le correnti più significative dell’Ottocento e del Novecento: dal classicismo tedesco di primo Ottocento alle primissime Avanguardie.
Le opere provengono tutte dallo Städel Museum – nato nel 1815 grazie alla generosa donazione del banchiere Johann Friedrerich Städel – oggi momentaneamente chiuso per lavori di restauro.

La mostra si articola in sette sale, sapientemente allestite per l’occasione, dove organizzazione dello spazio e illuminazione sono ottime. Nella prima sala protagonista indiscusso è senz’altro il grande quadro che ritrae Goethe nella campagna romana di Johann H.W. Tischbein, opera simbolo della tradizione del Grand Tour, affiancato da altre opere incantevoli come l’Aurora ad Egina di Carl Rottman o le Montagne nella nebbia di Friedrich.

La seconda e terza sala sono dedicate al realismo, alla pittura en plein air e al simbolismo, ed è semplicemente impossibile restare indifferenti di fronte ai graziosi paesaggi innevati di Courbet e ai paesaggi campestri di Corot, Cèzanne e Van Gogh; mentre nella sala dedicata al movimento simbolista, le opere esposte evocano sensazioni decisamente meno idilliache e, in alcuni casi, persino inquietanti come nell’opera di Franz Von Stuck, una Pietà dalla tragicità penetrante e dalla prospettiva inedita.

La mostra procede in modo fluido, è davvero un piacere poter ammirare così tante opere in completa tranquillità. La sensazione è di assoluta godibilità, nonostante l’affluenza di visitatori.
Nella quarta sala, una delle più belle, è possibile ammirare la pittura impressionista di Degas, Monet, Sisley e Renoir, ma anche opere post-impressioniste dei pittori Nabis. L’opera più suggestiva di questa sezione è una delle vedute in plein air di Monet in cui l’acqua immortalata sulla tela sembra sfavillare veramente.

Le ultime tre sale ospitano i capolavori del Novecento, con una panoramica d’eccezione sulle modernità di inizio secolo, tra i tantissimi artisti in rassegna spiccano senza dubbio i ribelli dell’Espressionismo tedesco e il Ritratto di Fernand Olivier di Picasso.
Quella dei cento capolavori si è rivelata una mostra talmente ricca e ben organizzata che, dopo aver visto l’ultima delle opere in mostra, viene quasi la tentazione di ritornare indietro e ripercorrerla tutta.

 

Cento capolavori dallo Städel Museum di Francoforte. Impressionismo, Espressionismo, Avanguardia
Roma, Palazzo delle Esposizioni
1 aprile – 17 luglio 2011
a cura di Felix Kramer
Il primo mercoledì del mese ingresso gratuito per i visitatori sotto i 30 anni
dalle ore 14.00 alle ore 19.00