[TORNEO] #BestOf1994: il Vincitore! #MarchMadness

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È stato lunghissimo, è stato massacrante, è stato entusiasmante ed avvincente, e alla fine abbiamo un vincitore: siamo partiti da una lista di circa 60 titoli, l’abbiamo sfoltita a 32 che se le sono suonate di santa ragione turno dopo turno, match-up dopo match-up, fino alla finale, fino a che non ne è rimasto solo uno. E ora è con profondo rispetto e un pizzico di commozione che annunciamo il vincitore della nostra #MarchMadness, il torneone #Bestof1994.

Grace sconfigge Vitalogy con un inappellabile 34 a 16.
PER GRAZIA RICEVUTA
Secondo la fedele pletora di lettori e amici di AtlantideZine il miglior disco pubblicato nel glorioso 1994 è Grace di Jeff Buckley. Per arrivare in fondo il capolavoro del sublime figlio di Tim ha dovuto vedersela con diversi mostri sacri che ha fatto fuori con una certa nonchalance: Ben Harper, Nick Cave, i CSI, i Soundgarden e infine i Pearl Jam, tutti battuti con punteggi piuttosto secchi (il più tirato è stato il match con Superunknown in semifinale).

Del resto Grace è un disco pressoché perfetto, inattaccabile sotto ogni punto di vista: talento spropositato, tecnica sopraffina, creatività, attitude. Alla fine se lo merita, no? Il vincitore non ha rilasciato dichiarazioni alla stampa, affidandosi a Instagram per celebrare la vittoria e per lanciare qualche frecciatina allo sfidante sonoramente sconfitto sul campo.

Jeff Buckley, winner #BestOf1994

E infine ecco il tabellone definitivo del torneo:

AtlantideZine "Best of 1994 - XXth Anniversary" Tournament: Champ!

[TORNEO] #BestOf1994: il recap delle Final Four e la Finalissima #MarchMadness

Le Final Four si sono appena concluse, e siamo all’ultimo atto dell’epico torneo Best of 1994. Tre settimane fa erano in 32 a contendersi lo scettro di miglior album del 1994, ora sono rimaste soltanto in due: le migliori, le più forti, le più complete, quelle che hanno saputo capitalizzare meglio di tutte il sostegno dei propri fan e sfruttare senza pietà le debolezze altrui. Ma ne rimarrà soltanto una: via alla Finalissima!

AtlantideZine "Best of 1994 - XXth Anniversary" Tournament: Final

La semifinale 1

#1 Dummy (Portishead) VS #1 Vitalogy (Pearl Jam) 16 – 36
Fine della corsa per il team inglese. Gibbons: “Oh these sour times…”
AYE DAVANITA! SPLENDIDA VITALOGY, DUMMY È OUT
Il meccanismo perfetto dell’attacco britannico si inceppa sul più bello, e la difesa non riesce a compensare il crollo dell’efficacia offensiva. Avvio di partita in equilibrio, ma dal secondo quarto Vitalogy prende il largo e la quadra di Portishead non è più in grado di rientrare in partita. Grande soddisfazione in casa Pearl Jam per l’approdo in finale: “Abbiamo dimostrato di essere i migliori della Rainy City.”


La semifinale 2

#1 Superunknown (Soundgarden) VS #1 Grace (Jeff Buckley) 22 – 29
Coach Cornell avvilito nel dopo gara: “Let me drown.”
GRACE KEEPS ITS MOJO GOING: È FINALE!
La squadra guidata da coach Buckley si conferma la favorita per la vittoria finale, superando anche il durissimo team di Seattle. L’attacco di Grace è meno brillante del solito, ma il team californiano smentisce i critici dimostrando di sapere giocare anche ad accordature più basse e ritmi pesanti. L’aiuto allenatore Shepherd non usa mezzi toni: “Giocare così contro Grace è un suicidio”. Soundgarden lascia il campo a testa bassa: sfuma l’occasione di una finalissima targata Western Grunge Conference contro i rivali PJ.


La Finalissima

Tutto esaurito alla Poseidon Arena di Atlantide per la finalissima del torneo. Le due squadre sono già in campo, le rispettive marching band suonano incessantemente gli inni delle due formazioni, i tifosi intonano i loro brani preferiti: che la battaglia abbia inizio!

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La testa di serie numero 1 del regional West, Vitalogy (Pearl Jam), affronta la numero 1 del regional East, Grace (Jeff Buckley).

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Le stelle delle Final 4

[TORNEO] #BestOf1994: il recap delle Elite 8 e le Final 4 #MarchMadness

A differenza dei turni precedenti i quarti di finale sono stati avari di sorprese. Caso più unico che raro, in tutti e quattro i regional le teste di serie #1 sono sopravvissute alle inside delle Elite 8, approdando compatte alle Final Four.

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La finale del Midwest Regional (Bristol, UK)

#1 Dummy (Portishead) VS #6 Mellow Gold (Beck) 35 – 23
Beck alla fine perde: “So why don’t you kill me?”
ROADS TO THE FINAL FOUR
Il coach californiano recrimina contro l’arbitro:”Mutherfuker!”. I Goldies convincono ancora una volta sui social e tengono l’attacco dei Dummies per la prima volta sotto i 50 punti, ma non basta. Il team di Portishead guarda avanti:”We’ve got a war to fight.”


La finale del West Regional (Seattle, WA)

#1 Vitalogy (Pearl Jam) VS #2 Unplugged in New York (Nirvana) 35 – 34
Decide Stupid Mop allo scadere.
COBAIN, THIS IS NOT FOR YOU
PJ conquista il derby della Emerald City e l’accesso alle Final Four. Gli Acustici recriminano su alcune decisioni nei minuti finali, ma coach Cobain taglia corto: “All apologies”.


La finale del South Regional (Palm Desert, CA)

#1 Superunknown (Soundgarden) VS #3 Welcome to Sky Valley (Kyuss) 40 – 22
Soundgarden non si fa intimidire dal gioco fisico di Kyuss.
THE BLACK HOLE SUN ON THE DESERT
Nel momento clou Superunknown si esprime finalmente ai livelli che le competono, sfoderando una prestazione maiuscola. Sky Valley regge l’impatto  per un quarto, ma è costretta a gettare la spugna.


La finale del East Regional (Reggio Emilia, IT)

#1 Grace (Jeff Buckley) VS #7 Ko de Mondo (C.S.I.) 48 – 18
Tutto va come va, ma non va: la cavalcata della cenerentola emiliana finisce qui.
KO DE MONDO È CADUTA, HALLELUJAH!
Troppo alto il divario tra le due squadre, Grace accumula un vantaggio in doppia cifra sin dai primi minuti e il match è già in cassaforte. Ennesimo trentello rifliato agli avversari. Alla compagine italiana non riesce il terzo miracolo di seguito, ma resta la soddisfazione di aver raggiunto un traguardo insperato alla vigilia. Serafico GLF: “Così vanno le cose, così devono andare. Pietà è morta. Cadono di vertigine.”


Le Final 4

Le 4 teste di serie del tabellone sono le 4 semifinaliste: che la battaglia abbia inizio!

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Prima Semifinale

La testa di serie numero 1 del Midwest, Dummy (Portishead), affronta la numero 1 del West, Vitalogy (Pearl Jam).

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Seconda Semifinale 

La testa di serie numero 1 del South, Superunknown (Soundgarden), affronta la numero 1 dell’East, Grace (Jeff Buckley).

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AtlantideZine "Best of 1994 - XXth Anniversary" Tournament: le quattro semifinaliste

Le stelle delle Final 4

[TORNEO] #BestOf1994: il recap delle Sweet 16 e le Elite 8 #MarchMadness

Il torneo #BestOf1994 procede inesorabile nella sua corsa verso la finalissima che determinerà il disco più importante del 1994. Concluse le Sweet 16, ci avviamo ai quarti di finale: le otto squadre ancora in gara, le Elite 8, sono pronte a darsi battaglia a partire da questo pomeriggio. Prima di procedere con la presentazione delle quattro finali dei regionals, diamo un rapido sguardo al tabellone e ai risultati del turno precedente.

AtlantideZine "Best of 1994 - XXth Anniversary" Tournament: Elite 8

Tutte le squadre partite con i favori del pronostico hanno finora dominato i rispettivi regionals, spesso infliggendo agli avversari distacchi abissali. Unica eccezione a questo trend è l’equilibratissimo raggruppamento South, in cui la numero 1 si impone senza dominare ed entrambe le partite di Sweet 16 si sono concluse solo sulla sirena. Se le teste di serie sono ancora tutte in gioco, non altrettanto si può dire delle numero 2, con una sola superstite tra le migliori otto squadre. Spiccano poi due grandi sorprese nel Midwest e East, dove proseguono le entusiasmanti epopee delle due Cinderelle del torneo, sopravvissute ad un paio di incontri proibitivi e ormai decise a non fermarsi.

Midwest Regional (Bristol, UK)

#1 Dummy (Portishead) VS #4 The Return of the Space Cowboy (Jamiroquai) 53 – 18
Dummy domina: “It’s a fire!”
IL COWBOY DELLO SPAZIO RITORNA A CASA
Dopo l’exploit del primo turno il team londinese non può nulla contro l’attacco dirompente della squadra di Portishead. “Jay” Kay: “Sono anni luce avanti a noi, ma ci siamo divertiti comunque.” I maestri di Bristol sono inarrestabili in attacco e impenetrabili in difesa. Beth Gibbons pregusta il titolo: “That could be sweet…”

#2 Protection (Massive Attack) VS #6 Mellow Gold (Beck) 33 – 36
Massive Attack, but sloppy defence.
BECK: “I’M A LOSER? NON QUESTA VOLTA!”
Sweet (16) Sunshine per Mellow Gold: sgambetta la testa di serie #2, mettendo a segno l’upset grazie alla difesa e alla faccia tosta. Protection è rinunciataria e si affida solo ai singoli: sfuma la stracittadina con i rivali di Portishead. Mad Professor: “Questa squadra va remixata dall’inizio alla fine”. Tricky all’ultima apparizione: “Ho bisogno di una squadra tutta mia.”


West Regional (Seattle, WA)

#1 Vitalogy (Pearl Jam) VS #4 Jar of Flies (Alice In Chains) 51 – 22
Gli Alice in Chains restano con un pugno di mosche.
PJ: NON È ANCORA TEMPO DI IMBOCCARE L’ULTIMA USCITA
Vedder & Co. portano a scuola Staley & Cantrell grazie alla maggiore completezza e profondità di gioco. Il roster ristretto di Jar of Flies regge un quarto, ma quando Whipping e Spin The Black Circle accellerano si apre un diviario incolmabile e Vitalogy dilaga. AIC: “We found bugs in our shoes, impossibile giocare così”.

#2 Unplugged in New York (Nirvana) VS #3 Crooked Rain, Crooked Rain (Pavement) 52 – 22
Crooked Rain ain’t falling anymore.
LA STRADA VERSO IL NIRVANA NON HA OSTACOLI
Amaro sfogo dell’eliminato coach Malkmus: “Unfair”. Altra prova magistrale in attacco per la squadrone di Seattle, che scollina ancora una volta con facilità oltre i 50 punti. Cobain: “You think I’m dumb, ma due accordi come i miei non li scrive nessuno. E non abbiamo ancora raggiunto il nostro plateau.”


South Regional (Palm Desert, CA)

#1 Superunknown (Soundgarden) VS #5 Worst Case Scenario (dEUS) 37- 36
Soundgarden la spunta sulla sirena: she likes surprises!
ALIVE IN THE SUPERUNKNOWN
I belgi dominano i social, ma non basta. Coach Barman: “Grande rammarico: incontrare Superunknown al secondo turno era il peggior scenario possibile, purtroppo è andata così.” La testa di serie #1 soffre ancora una volta più del previsto. Sprezzante Cornell: “Chi mai mischierebbe suds, soda e birra? No grazie, keep it off my wave.”

#2 The Downward Spiral (Nine Inch Nails) VS #3 Welcome to Sky Valley (Kyuss) 33 – 34
Pesante vittoria di Sky Valley grazie al layup sulla sirena di Supa Scoopa.
A MIGHTY SCOOP TO THE HOOP!
Reznor sotto shock dopo il drammatico finale e l’eliminazione: “No comment. That hurt.” NIN protesta per il caldo infernale dell’impianto di casa: “Giocare a 100° è da pazzi.” La squadra del deserto approda alle Elite 8 grazie al gioco sfrontato e muscolare. Coach Homme: “Abbiamo ripulito il torneo dai demoni di Reznor.”


East Regional (Reggio Emilia, IT)

#1 Grace (Jeff Buckley) VS #5 Let Love In (Nick Cave & The Bad Seeds) 51 – 16
Partita senza storia: Let Love In non entra mai in partita.
GRACE IS SO REAL
Grace è ancora devastante in attacco e una fortezza in difesa. Let Love In surclassata e annichilita sin dal primo minuto. Jeff Buckley: “Non è ancora tempo per per un ultimo arrivederci, arriviamo fino in fondo”. Australiani a casa con la coda fra le gambe. Nick Cave: “Ho reclutato PJ e Kylie, ci riproviamo l’anno prossimo.”

#6 Whiskey for the Holy Ghost (Mark Lanegan) VS #7 Ko de Mondo (C.S.I.) 34 – 35
Festa in Emilia: fuochi nella notte, s’alzano i canti e si muove la danza.
LO SPIRITO SANTO È ASTEMIO E ASCOLTA FERRETTI
Palpitazioni mai tenui: la cenerentola Ko de Mondo sopravvive al secondo finale thrilling consecutivo e approda inaspettatamente ai quarti. Gli emiliani rimontano uno svantaggio in doppia cifra e si impongono nell’ultimo minuto con un paio di giocate sui social che hanno del miracoloso. Sconsolato Lanegan: “Well, there’s nothing else I can do”.

Gli Highlights


Le Elite 8

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Finale del Midwest Regional

La testa di serie numero 1, Dummy (Portishead), affronta la sorprendente numero 6 Mellow Gold (Beck).
I Dummies hanno strapazzato gli avversari incontrati nei turni precedenti, incapaci di contrastarne il gioco soporifero ma avvolgente e di limitarne le stratosferiche percentuali in attacco. La squadra di Bristol lascia scorrere il cronometro muovendosi a bpm bradipici, ma colpisce ad ogni attacco con efficacia stordente. Mellow Gold, al contrario, ha conquistato due vittorie inaspettate combattendo con le unghie e con i denti, e approda alla finale del regional spinta da un nucleo di agguerriti tifosi, vero e proprio sesto uomo in campo per la squadra allenata da Beck. Che il caos organizzato dei californiani possa rivelarsi l’antidoto all’inscalfibile flemma dei britannici?

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Finale del West Regional

Scontro al vertice tra la testa di serie numero 1, Vitalogy (Pearl Jam), e la numero 2, Unplugged in New York (Nirvana).
Il derby della Emerald City che tutti attendevano è arrivato. Le due squadre più blasonate della città si sfidano nell’arena di casa, mettendo a confronto due stili molto diversi di intendere i principi della grunge offense: variegato ed eclettico quello impostato dal terzetto Vedder/Gossard/Ament, compassato ed emotivamente straziante quello messo in mostra dalla compagine Nirvana nell’inedita formazione acustica. Pronostico difficile, poiché entrambe le squadre schierano due tracklist chilometriche e complete in tutti i reparti. Vitalogy potrebbe avere un leggero vantaggio grazie alla varietà di ritmi impiegati, ma sottovalutare il carisma di Cobain sarebbe un peccato mortale. Tutto esaurito alla Key Arena di Seattle, in un tripudio di camicie a scacchi e jeans sdruciti.

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Finale del South Regional

La numero 1 Superunknown (Soundagarden) affronterà la numero 3 Welcome to Sky Valley (Kyuss).
La terza squadra di Seattle è ancora in gara, ma pur essendo partita con i favori del pronostico da parte di molti esperti ha sofferto più del previsto avversari di reputazione inferiore e superato a fatica i due turni precedenti. Le individualità di spicco della squadra hanno raccolto poco, e l’intensità è apparsa spesso sotto il livello di guardia. Welcome to Sky Valley approda al match da sfavorita, ma in tutto il regional è la squadra che può opporre alla più blasonata avversaria riff granitici di pari efficacia e acidità. Da non sottovalutare la componente climatica: il clima torrido del deserto è congeniale ai californiani, mentre Black Hole Sun e compagni sembrano soffrire più del previsto la lontananza dall’uggiosità del nord-ovest.

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Finale dell’East Regional

La testa di serie numero 1, Grace (Jeff Buckley) scenderà in campo con la numero 7 Ko de Mondo (C.S.I.).
Le prestazioni messe in campo da Grace fino a questo momento non lasciano dubbi: la squadra di coach Buckley è la candidata numero uno alla vittoria finale, domina i poll e i social come nessuno e appare avere il consenso pressoché unanime del pubblico. Nessuno sembra avere le contromisure per fronteggiare il primo quintetto, e i pezzi della second unit sarebbero stelle in quasi tutti gli altri album in gara. La sorte della compagine italiana sembra segnata ancor prima di scendere in campo. La cenerentola del torneo ha messo in campo tutta la sua solidità e sfruttato al meglio il supporto del pubblico di casa portando a casa due upset insperati, ma la sua corsa dovrebbe inevitabilmente finire qui.

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Le stelle delle Elite 8

[TORNEO] #BestOf1994: Le Sweet 16 #MarchMadness

Il primo turno ha confermato quasi tutte le previsioni della vigilia, anche se, com’è tradizione nei tornei marzolini, non sono mancate le sorprese, con alcuni pronostici clamorosamente capovolti e l’avanzamento agli ottavi di almeno un paio di cosiddette “Cinderelle”, le Cenerentole, ovvero quelle squadre arrivate al torneo con la sola speranza di fare una figura dignitosa di fronte ad avversari più blasonati ma che, per una serie di coincidenze e allineamenti astrali, riescono a sgambettare le grandi e mettere a segno i più inaspettati degli upset.
Tuttavia, c’è poco tempo per assaporare i successi del primo turno: il bello della March Madness è il susseguirsi senza tregua degli incontri, e le celebrazioni delle vittorie devono bruscamente interrompersi poiché si deve di nuovo scendere in campo, spesso contro un avversario ancora più agguerrito di quello che si è appena sconfitto. Dopo un brevissimo weekend di riposo è già tempo di ottavi di finale, e nella giornata di oggi e di domani le Sweet 16, le sedici squadre rimaste in gioco, si contenderanno l’accesso ai quarti.

Sweet 16

Di seguito presentiamo il calendario degli incontri. Come sempre, potrete esprimere la vostra preferenza nei sondaggi pubblicati su questo sito o sul minisito del torneo, mentre da domani potrete seguire gli incontri e votare sulla nostra pagina facebook e sul nostro profilo twitter. Le votazioni avranno termine mercoledì 2 Aprile alle ore 18. Il giorno dopo, infatti, sarà già il momento dei quarti di finale.

Midwest Regional (Bristol, UK)

La testa di serie numero 1, Dummy (Portishead), affronterà la numero 4, The Return of the Space Cowboy (Jamiroquai).
I Dummies (Portishead) hanno passeggiato in un primo incontro obiettivamente facile, e si trovano di fronte i connazionali Space Cowboys (Jamiroquai), anch’essi venuti fuori in modo agevole, seppur meno trionfale, da un primo turno rivelatosi meno insidioso del previsto. La chiave della gara sarà il controllo del ritmo partita. Il team di Beth Gibbons & soci ha dimostrato nell’opener del torneo di poter comandare il ritmo anche di fronte a una squadra atletica e aggressiva, imponendo un gioco lento e sincopato che garantisce l’efficienza offensiva dei propri giocatori. Coach “Jay” Kay punterà invece ad alzare il numero dei possessi con frequenti break funky e dance, cercando di forzare qualche palla persa da sfruttare in campo aperto per produrre canestri facili e di costringere il metodico attacco della compagine di Bristol fuori dalla propria comfort zone, disinnescandone l’armonicità quasi perfetta.

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La testa di serie numero 2, Protection (Massive Attack), scenderà in campo contro la numero 6, Mellow Gold (Beck).
Protection (Massive Attack) ha chiuso il primo match con un vantaggio importante ma un po’ bugiardo, portando a casa la partita senza troppi patemi pur non dominando come ci si attendeva alla vigilia. I Goldies (Beck) arrivano carichi dopo aver messo a segno un upset in cui hanno dimostrato di saper giocare duro e di volersi sporcare le mani se necessario. Entrambe le squadre hanno stili di gioco estremamente eclettici, e questa è sia la loro miglior qualità che il loro potenziale limite, poiché entrambe le formazioni corrono spesso il rischio di perdere il filo del gioco. Il risultato appare incerto, e dipenderà in larga parte dal contributo dei singoli, soprattutto le stelle che, negli incontri precedenti, non hanno brillato (Karmacoma 3 likes/1 share, Loser limitato anch’egli a soli 3 likes).

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West Regional (Seattle, WA)

La testa di serie numero 2, Unplugged in New York (Nirvana), sfiderà la numero 3, Crooked Rain, Crooked Rain (Pavement).
L’ensemble acustica guidata da coach Cobain ha messo a segno la partita perfetta contro un avversario insidioso, e ha consolidato il proprio status di favorita per la vittoria finale. Crooked Rain ha avuto la meglio con il suo gioco spumeggiante contro il temibile Weezer ed è una compagine con numeri considerevoli in attacco ma ha uno stile di gioco probabilmente non sufficientemente solido, specie nella metà campo difensiva, da impensierire un avversario come Unplugged in NY.

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Il secondo incontro è ancora una volta un derby della Emerald City, tra la testa di serie numero 1, Vitalogy (Pearl Jam), e la numero 4 Jar Of Flies (Alice In Chains).
Le due grandi rivali della Western Grunge Conference si affrontano di fronte al pubblico di casa, in un atmosfera che si preannuncia ancora più calda rispetto a quella che nel turno precedente ha visto i Flies opposti alle beniamine di casa (le Hole). Entrambe le formazioni hanno dominato il primo turno, ottenendo prestazioni statisticamente simili sia in attacco che in difesa. Il team guidato da Vedder & Co. ha un innegabile vantaggio rispetto agli avversari: la panchina lunghissima, fattore che può risultare decisivo in un torneo in cui le partite si susseguono senza sosta. I 7 effettivi di Staley & Cantrell hanno reagito bene alle rotazioni cortissime, ma ora dovranno alzare ulteriormente il livello dell’intensità emotiva poiché l’avversario che hanno di fronte è in grado di opporre accoppiamenti ideali in difesa e creare tanti mismatch in attacco.

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South Regional (Palm Desert, CA)

La testa di serie numero 1, Superunknown (Soundgarden), avrà di fronte la numero 5, Worst Case Scenario (dEUS).
Worst Case Scenario (dEUS), di nome e di fatto: difficile immaginare uno scenario peggiore per l’ateneo di Seattle (Soundgarden). Superunknow si trova opposto alla squadra che, in tutto il regional, è forse quella in grado di evidenziarne maggiormente i punti deboli. Il debutto della testa di serie numero 1 è stato agevole, ma meno scintillante del previsto, mentre la squadra belga è uscita vincitrice da un match proibitivo grazie a una prestazione maiuscola del suo collettivo e i guizzi decisivi della sua stella (Suds & Soda 5 likes, 1 share, 2 commenti). Paradossalmente l’inerzia sembra essere tutta per WCS, che con il suo gioco di solidi fondamentali rock può creare più di qualche imbarazzo a una squadra fisicamente più potente e di innegabile talento, ma che deve necessariamente ritrovare la consapevolezza della propria forza per pensare di portare a casa il risultato.

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La testa di serie numero 2, The Downward Spiral (Nine Inch Nails), affronterà i padroni di casa, la numero 3 Welcome to Sky Valley (Kyuss).
Sky Valley (Kyuss) approda al secondo turno con qualche livido ma anche tanta consapevolezza nei propri mezzi: dopo le botte ricevute nella prima partita, nessuno può pensare di abusare fisicamente di loro, capaci di incassare un riff e restituirlo al mittente ancora più acido e distorto. L’assalto sonoro portato della Spirale non sembra poterli intimidire più di tanto, ma restano da fronteggiare le alchimie tattico-tecnologiche di coach Reznor, in grado di stordire gran parte degli avversari e indurre i più atroci incubi alle difese altrui. Esito incerto: prevarranno i malsani desideri di Reznor di sottomettere l’avversario con le sue dolorose pratiche S&M, o si avvereranno i lisergici sogni di vittoria di coach Homme?

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East Regional (Reggio Emilia, IT)

Le due più grandi sorprese del primo turno, la numero 6 Whiskey for the Holy Ghost (Mark Lanegan) e la numero 7 Ko de Mondo (C.S.I.), si trovano faccia a faccia in questo secondo turno.
Entrambe le squadre hanno messo a segno due upset clamorosi, andando ben al di là delle aspettative iniziali. Alla luce delle prestazioni messe in mostra durante il primo turno, il match si preannuncia incerto come pochi: nel finale di partita i Ghosts (Lanegan) hanno messo in mostra un istinto killer che francamente non sembrava essere nelle corde della propria chitarra, mentre Ko de Mondo (C.S.I.) ha portato a casa la partita in un finale rocambolesco, e parrebbe avere il Fato (e il pubblico di casa) dalla propria parte. Ko de Mondo ha dalla sua l’aggressività di alcuni effettivi, e la squadra, spinta dalle predicazioni mistico-religiose di coach Ferretti, combatte con il sangue agli occhi, invasata come se stesse affrontando una guerra santa. A questo assalto crociato i Ghosts opporrano ancora una volta il gioco scarno e solido impostato dallo schivo coach Lanegan, certi che l’efficacia del sistema possa essere dimostrata ancora una volta.

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Il programma degli ottavi di finale si conclude con la testa di serie numero 1, Grace (Jeff Buckley), opposta alla numero 5 Let Love In (Nick Cave & The Bad Seeds).
La formazione di Jeff Buckley ha veleggiato nel primo turno, trainata da una prestazione superba del capitano Grace (7 likes a referto), ma soprattutto dal collettivo (6 shares e molteplici likes in dopo rimbalzo offensivo). Gli australiani hanno messo a segno un’ottima prestazione nel primo turno, ma appaiono inevitabilmente sfavoriti: le individualità non mancano, ma la versalità, il carattere e la compattezza sia del primo che del secondo quintetto di Grace sembrano porre i californiani al di furoi della loro portata. Specie se contiamo che il sesto uomo dell’anno, Halleluja, è stato saggiamente risparmiato nella prima partita, ma non abbiamo dubbi che il suo impatto si farà sentire con il proseguire del torneo.

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Le stelle delle Sweet 16

[TORNEO] #BestOf1994: 1st Round Recap #MarchMadness

Una settimana fa erano 32, sono rimasti in 16: andiamo a vedere cosa è successo in questo primo turno a eliminazione diretta e quali dischi approdino alla seconda fase della nostra March Madness, il torneo #BestOf1994 che incoronerà il miglior disco pubblicato nel 1994.

Atlantidezine "Best of 1994 - XXth Anniversary" Tournament: Sweet 16

Come sempre, ancora prima della palla a due, a farla da padrone sono state le immancabili polemiche sull’attribuzione dei seed e sulle esclusioni. Il selection committee è stato accusato di aver mostrato un’eccessiva predilizione per le squadre provenienti dalla Western Grunge Conference, tanto nella distribuzione degli inviti al torneo quanto nell’attribuzione delle teste di serie. Inoltre, la palese sottorappresentazione di squadre femminili e afroamericane ha generato la mobilitazione di alcuni gruppi per i diritti civili. Il comitato ha respinto ogni accusa, trincerandosi dietro uno scarno e inappellabile comunicato stampa:

Questa presunta benevolenza nei confronti dei team dell’area nord-occidentale ha danneggiato, a detta dei critici, alcuni team provenienti da raggruppamenti forse meno competitivi, ma che nel 1994 hanno senza dubbio espresso un gioco altissimo livello. Tra i tanti snobbati (i cosiddetti “tournament snubs”) balzano agli occhi Illmatic (Nas) e Ready To Die (The Notorius B.I.G.), finalisti del torneo della Big Gangsta East, Southernplayalisticadillacmuzik (Outkast) e The Regulate… G Funk Era (Warren G) dalla Southern HipHop Conference, Far Beyond Driven (Pantera) e Pride & Glory (Pride & Glory) dalla Southern Sludge Conference, Awake (Dream Theater) dalla Atlantic Prog Conference, Souvlaki (Slowdive) della British Shoegaze Conference, esclusi per una presunta irregolarità nella data di pubblicazione, Pisces Iscariot (Smashing Pumpkins) e There’s Nothing Wrong With Love (Built To Spill) dalla Midwest Alt-Indie Conference, e Smash (Offspring) e Stranger Than Fiction (Bad Religion) dalla West Epitaph Conference. Tutti hanno già ricevuto un invito (riparatore) al “Best Of The Rest 1994” Invitational Tournament, del quale, a fine torneo mostreremo i momenti salienti.

Midwest Regional

I titoli:

Bocciatura internazionale per Bisca/99Posse.
NON CE N’E’ PER NESSUNO.PORTISHEAD A VALANGA
Dummy distrugge Incredibile Opposizione Tour imponendo un gioco avvolgente ed elegante. Partita a senso unico.

Bagarre a fine gara: Scott Weiland tecnico ed espulsione. Karmacoma sottotono, ma Sly va in tripla doppia.
DUB BEATS ROCK’N’ROLL: I MASSIVE ATTACK SI IMPONGONO SUGLI STONE TEMPLE PILOTS
Maggiore tasso tecnico per i britannici che annichiliscono una compagine troppo, troppo disunita e dipendente dalle bravate del tecnico Scott Weiland.

Due triple nell’ultimo giro di lancette e tutti a casa. Al grido di Yankees Go Home.
MELLOW GOLD SUL FINALE: BECK IS BACK
I Goldies in grande spolvero si aggiudicano il match West vs East contro i rivali Beastie Boys.

David Gilmour: “Forse dovremmo prenderci una pausa”.
JAMIROQUAI NELLA STORIA. BYE BYE PINK FLOYD
Il fisico sulla tecnica, è così che i Jamiroquai battono degli stanchissimi Pink Floyd.

A fare da apripista al torneo è stato lo scontro, un po’ingeneroso, tra la testa di serie del raggruppamento MidwestDummy (Portishead) e il generazionale Incredibile Opposizione Tour (Bisca/99Posse). Partita a senso unico fin dalle fase iniziali, con il team partenopeo che, sentendosi condannato dall’accoppiamento proibitivo e annichilito dall’eccellente attacco dei Dummies, mostra subito segnali di rassegnazione:

Lo score finale di 52 a 20 è un segnale forte e chiaro: con Portishead non si scherza. Come non si scherza con Protection dei Massive Attack, accoppiato al primo turno con un temibile Purple degli Stone Temple Pilots: i californiani tengono botta per due quarti, ma alla fine sono costretti ad arrendersi al superiore tasso tecnico della compagine britannica. Il risultato finale di 43 a 28 dipinge uno scarto forse superiore rispetto a quanto visto nel corso della gara, considerando che nei voti sui social il divario è stato di 1 solo punto. Il match più avvincente del primo turno è stato lo scontro a viso aperto tra Ill Comunication dei Beastie Boys (seed #3) e Mellow Gold di Beck. Quest’ultimo, sfidando l’avversario sul suo stesso terreno, con uno stile di gioco da campetto, è riuscito a prendere un piccolo vantaggio nel secondo quarto e a mantenerlo fino alla sirena: 31 a 37 il punteggio finale. Meno tirato il confronto tra The Return of the Space Cowboy (Jamiroquai) e The Division Bell (Pink Floyd), con quest’ultimo che mostra i segni dell’età avanzata e non riesce mai a trovare il ritmo partita mentre TRotSC prende piano piano il largo fino al punteggio finale 37-25.

West Regional

I titoli:

Miglior attacco e miglior difesa: Cobain alla conquista del titolo.
UNPLUGGED IN NEW YORK: VENI, VIDI, VICI
I Nirvana asfaltano degli increduli Green Day, umiliati su tutta la linea.

Layne Stayle: “Sapevo come vincerla: Down In A Hole l’avevo già scritta”.
SEVEN HEAVEN. IL BARATTOLO DI MOSCHE TAPPA IL BUCO
Sette in rotazione ma gioco preciso e lucido: ecco la ricetta AIC.

Vitalogy cappotta il cappottabile. Cisco in bilico.
RIPORTATEVI TUTTO A CASA: VITALOGY RULEZ
Come da pronostico Pearl Jam a valanga su degli smarriti MCR. Pensavano di essere in Irlanda, sono stati dirottati su un altro pianeta.

Malkmus: “Siamo una squadra da heavy rotation”.
UNDER A CROOKED RAIN. PIOGGIA DI CANESTRI PER I PAVEMENT
E ombrelli bucati per i Weezer che si fanno infilare ripetutamente negli ultimi due quarti.

Quello che sulla carta sembrava un regional ricco di scontri equlibrati e interessanti si è invece dimostrato un ricettacolo di blowout (cappotti): Vitalogy (Pearl Jam), Unplugged in New York (Nirvana) e Jar of Flies (Alice in Chains) hanno asfaltato i rispettivi avversari con vantaggi superiori ai 30 punti. La vittoria più impressionante resta quella della squadra di coach Cobain, che massacra 58 a 12 (miglior prestazione offensiva e difensiva di questo primo turno) Dookie (Green Day). I baby punk rocker californiani si erano affacciati al torneo pieni di carica e di faccia tosta, ma hanno pagato un prezzo salatissimo per l’inesperienza e il roster un po’ corto contro un avversario che gioca chiaramente per il titolo. Non è andata altrettanto bene alla squadra allenata dalla moglie di Cobain, Mrs Courtney Love, che vede soccombere Live Through This (Hole) di fronte alla precisione e lucidità di Jar of Flies (Alice In Chains), capace, nonostante la rotazione cortissima (solo 7 elementi), di infliggerle un pesantissimo 52 a 13. Bello lo scontro, nonostante il punteggio finale di 56 a 15, tra Vitalogy (Pearl Jam) e Riportando Tutto a Casa (Modena City Ramblers), con il team modenese, forse già appagato dall’essere riuscito a entrare nel tabellone, che tributa grande rispetto al il blasonatissimo avversario:

Il match più interessante di questo Regional è stato senza ombra di dubbio quello tra Crooked Rain, Crooked Rain (Pavement) e Weezer (Weezer), ma anche in questo caso nessuna sorpresa, con la squadra in maglia Blue che regge per tre quarti di gioco ma deve arrendersi di fronte alle giocate e ai tiri pesanti del team di coach Stephen Malkmus. Crooked Rain allunga nel finale fino a chiudere con un perentorio 36-23.

South Regional

I titoli:

Festa mesta per Marlene Kuntz.
THE DAY YOU TRIED TO WIN. (IT NEVER EXISTED)
Le parole violente di coach Cornell sintetizzano un incontro senza storia. Poco carattere e convinzione per gli italiani che se ne tornano a casa con la coda tra le gambe.

I nuovi schemi di Trent Reznor imbrigliano quelli di Kim Gordon e soci.
TECHNOLOGY BEATS ANALOGIC. LA SPIRALE SI IMPONE
Reznor: “Rivoluzionerò il gioco.” Moore: “Balle la rivoluzione l’abbiamo fatta già noi.” Ma intanto prevale il primo.

Due espulsi, due tecnici, un infortunio.
ROYAL RUMBLE: LA SPUNTA SKY VALLEY
Nella sfida più fisica si impogono i profeti del deserto. La panchina lunga vale più di qualcosa.

Sorpresa! Tutto facile per la squadra di Tom Barman e Karlens.
BEST CASE SCENARIO. KORN SCORNACCHIATI
Un ventaglio di soluzioni offensive diverse, una serie di schemi rodati mettono a nudo tutta la ripetività tattica dei Korn.

Poche sorprese anche nel Regional South, con i favoriti che vincono e convincono. La corrazzata Superunknown (Soundgarden) supera agevolmente Catartica (Marlene Kuntz) con un nettissimo 45-23 sfruttando centimetri e stazza, mentre The Downward Spiral (Nine Inch Nails) ha pochi problemi contro Experimental Jet Set, Trash & No Star (Sonic Youth), arrivato al torneo forse un po’ fuori forma (39-20 il finale). La partita più fisica del torneo è certamente stata quella che ha visto fronteggiarsi Welcome to Sky Valley (Kyuss) e Burn My Eyes (Machine Head): nonostante i ripetuti tentativi di intimidazione messi in atto dal team della Bay Area (due tecnici per insulti a coach Flynn a cui si aggiungono due espulsi per falli intenzionali) il team di coach Homme ha avuto la meglio per 34 a 19 grazie alla maggiore completezza del roster e all’atletismo. L’ultimo incontro del raggruppamento è stato molto meno equilibrato di quanto ci si sarebbe potuto aspettare: 37 a 22 per Worst Case Scenario (dEUS), che non ha grossi problemi a superare il turno contro Korn (Korn), pur presentatosi al torneo con discrete velleità.

East Regional

I titoli:

Jeff sulla squadra di Ben: “Se ti chiami così, te la vai a cercare.”
GRAZIA DISTRUTTIVA
Grace si conferma la squadra da battere, attacco e soluzioni magistrali anche contro un valido avversario come Ben Harper.

La squadra australiana fa fuori il Mostro.
LET LOVE IN THE SWEET 16
Nello scontro tra i veterani è la squadra allenata da coach Nick Cave ad avere la meglio grazie alla Red Right Hand al tiro da 3 punti.

Mai sottovalutare chi ci mette l’anima.
DEFINITELY MAYBE… NOT: LANEGAN SORPRENDE I GALLAGHER
Gioco senza fronzoli e un break nel finale: così i Ghosts sgambettano Oasis.

Giovanni Lindo Ferretti: “La Battle of the Bands non s’ha da fare!”
MEMORIE DI UNA TESTA TAGLIATA: QUELLA DI PARKLIFE
Decidono due liberi a 2” dalla sirena: Ko de Mondo è viva, Blur a casa.

L’ultimo regional è quello che ha regalato le maggiori emozioni, con ben tre upset in quattro incontri. Nel primo scontro è Grace (Jeff Buckley) a mostrare subito le sue carte, ponendosi prepotentemente come candidato al titolo grazie a un punteggio pesante (51-17) contro un avversario temibilissimo. Welcome to the Cruel World (Ben Harper) nulla ha potuto di fronte allo strapotere della squadra allenata da Jeff Buckley. Nello scontro tra veterani Monster (R.E.M.) e Let Love In (Nick Cave & The Bad Seeds) è la compagine australiana ad avere la meglio grazie soprattutto alla Red Right Hand al tiro da 3 punti. Molto equilibrati e serratissimi fino alla sirena finale invece gli incontri che chiudono la parte bassa del tabellone East. La prima sorpresa la regala Whiskey for the Holy Ghost (Mark Lanegan), entrato nel torneo senza grandi speranze contro lo squadrone Definitely Maybe (Oasis) ma che, grazie all’umilità e alla semplicità del basket professato da coach Lanegan è riuscito a stare a contatto per tre quarti e a piazzare un parziale decisivo in apertura dell’ultima frazione, riuscendo a mantenere il vantaggio e chiudendo con un clamoroso 36 a 27. Ancora più entusiasmante l’ultimo incontro del primo turno. L’ultima squadra italiana in gara, Ko de Mondo (CSI), era una delle cenerentole designate del torneo, trovandosi accoppiata all’altra corrazzata britannica Parklife (Blur), e sembrava destinata a doversi accontentare di essere nel tabellone dei 32. Invece, dopo un inizio incerto, Ko de Mondo ha trovato fiducia nel corso della partita, è tornata a contatto e negli ultimi minuti è riuscita a portare la partita in parità (33-33), preludio di un finale drammatico. Gli emiliani hanno avuto il possesso del possibile vantaggio, ma hanno commesso infrazione di condivisione, vedendosi annullato un voto potenzialmente decisivo. Parklife ha avuto quindi il possesso della vittoria, ma su uno sciagurato tweet ha perso palla e commesso fallo, lasciando agli italiani la possibilità di chiudere la gara dalla lunetta. Occidente fa uno su due, ma l’unico libero segnato vale la partita: vittoria 34 a 33 e caroselli in giro per l’Italia. Grande delusione in terra d’Albione per l’inimagginabile uscita del disco degli Oasis e di quello dei Blur, acerrimi rivali che già pregustavano la riedizione della Battle of the Bands alle Sweet 16 e potrebbero per questo aver sottovalutato l’avversario del primo turno.

Gli Highlights

[TORNEO] #BestOf1994: La Quarta Giornata #MarchMadness

Quarta giornata di gare del grande torneo AtlantideZine “Best of 1994 – XXth Anniversary” Tournament! Potrete assistere allo svolgimento delle gare sul nostro minisito dedicato al torneo, sulla nostra pagina facebook e seguendo il nostro profilo twitter. Non dimenticate che a decidere quale album accederà al prossimo turno sarete voi, lettori di AtlantideZine, votando per i vostri album preferiti. Per farlo, indicate le vostre scelte nei sondaggi presenti sul minisito, condividete le nostre immagini su facebook e retwittate i nostri messaggi su twitter. Alla fine della settimana i nostri potentissimi sistemi di calcolo, grazie ad un sofisticatissimo algoritmo sviluppato per l’occasione (…), ci forniranno il risultato aggregato delle vostre votazioni, determinando così i vincitori di ogni singolo match.

La quarta giornata prevede lo svolgimento delle ultime quattro partite del primo turno, tutte relative al regional East. Ecco una breve presentazione degli incontri in programma.

Alle ore 12.00, a Pomona, CA, la testa di serie numero 1, Grace (Jeff Buckley), darà vita al derby californiano con la numero 8, Welcome to the Cruel World (Ben Harper).

#1 Jeff Buckley – Grace. Grace è l’unica esperienza in panchina per Jeff Buckley, ma il coach esordiente ha per le mani la grande favorita del torneo. Squadra completa, bilanciata, con un’emotività e una sensibilità senza pari. Sempre in controllo, con un gioco contraddistinto da morbidi arpeggi, inarrestabili progressioni chitarristiche e melodiche fughe pianistiche, lo starting five è, pound for pound, forse il migliore dell’intero torneo: la chimica tra Mojo Pin, Grace, Last Goodbye, Lilac Wine e So Real è perfetta, e a livello di talento individuale sono tutti tra i Top10 nei rispettivi ruoli. E quando dalla panchina si alza un sesto uomo esperto come Halleluja, arrivato come transfer da L. Cohen, gli avversari hanno un problema serio da fronteggiare.
Statistiche stagionali: #149 US Billboard Top200; #42 UK Charts; #60 Italian Charts; 1x US gold; 2xUK platinum; 1x EU platinum.

#8 Ben Harper – Welcome to the Cruel World. Welcome to the Cruel World ha in coach Harper un altro esordiente, a cui è stata affidata una squadra forse acerba, ma capace di conquistare l’accesso al tabellone grazie a un gioco vecchia scuola fatto di ritmi lenti e ben orchestrati, dedizione in difesa e precisione nell’esecuzione di schemi semplici ma efficaci. In attacco predilige quasi esclusivamente giochi a due tra chitarra e voce (Walk Away, Forever) che portano quasi sempre a tiri ad alta percentuale. Non mancano tuttavia elementi più versatili, capaci di andare in campo aperto (Breaking Down, Mama’s Got a Girlfriend Now) ogni qual volta la pressione difensiva di Like A King e Don’t Take That Attitude to Your Grave genera una palla recuperata.
Statistiche stagionali: #11 French Charts; Allmusic 3/5; #409 RYM Top Albums of 1994.

Grace vs Welcome to the Cruel World


Alle 13, in un casolare sperduto tra i monti dell’Appennino Tosco-Emiliano, IT, la testa di serie numero 2, Parklife (Blur), scenderà in campo contro la numero 7, Ko de Mondo (C.S.I.).

#2 Blur – Parklife. Parklife, agli ordini di coach Albarn, è, secondo alcuni, la formazione che ha sublimato i concetti della brit-pop four-corners offense. La varietà di soluzioni previste dal modulo di gioco (suadenti circolazioni pop, occasionali trappole synthpop, sfuriate punk-rock, improvvisi break difensivi new wave) ne fanno una squadra eclettica e un po’ confusionaria. L’attitudine in campo è scanzonata, apparentemente poco concentrata e spesso con la testa fra le nuvole, ma si tratta di un’ingenuità solo di facciata. Boys & Girls ha ricevuto il SOY (Single of the Year) da NME, mentre End of the Century, Parklife e To the End hanno tutti ricevuto almeno una nomination nei quintetti stagionali.
Statistiche stagionali: #1 UK Charts; #8 EU Charts; 4x UK platinum; #34 NME Greatest Albums of All Time.

#7 C.S.I. – Ko de Mondo. Il DNA di questa fondamentale istituzione del rock italiano è radicalmente mutato a causa di recenti sconvolgimenti geopolitici: Ko de Mondo, abbandonato l’inquadramento marziale di epoca sovietica, predilige ora un’approccio più compassato, basato su semplici schemi art rock e accenni di zone press new wave/post-punk. Il roster conta sia su elementi aggressivi dalla fisicità importante (A Tratti, Palpitazione Tenue, Celluloide), che su atleti tecnicamente più raffinati (Intimisto, Occidente). Coach Ferretti salmodia incessantemente dalla panchina, arringando i suoi con un misto di saggezza popolare e mistica religiosa. Arrivano al torneo accompagnati da una delle tifoserie più politicizzate di sempre.
Statistiche stagionali: DeBaser 4.36/5; OndaRock.it 8/10; #370 RYM Top Albums of 1994.

Parklife vs Ko de Mondo


Alle 15, a Manchester, UK, la testa di serie numero 3, Definitely Maybe (Oasis), sfiderà la numero 6, Whiskey for the Holy Ghost (Mark Lanegan).

#3 Oasis – Definitely Maybe. Il coaching staff presieduto dai fratelli Gallagher rivendica la paternità della brit-pop four-corner offense, e arriva al torneo con il dente avvelenato per aver ricevuto un seed più basso rispetto a quello garantito ai rivali Parklife, già sconfitti nel torneo della British PopRock Conference. Imperniata sulla fluidità del gioco chitarristico in attacco e sempre agguerrita in difesa, con un uso magistrale della voce per richiamare l’attenzione su tagli e blocchi, Definitely Maybe ha sbaragliato la concorrenza durante la regular season e stravinto il torneo di conference. Le stelle riconosciute sono Supersonic, Shakermaker e Live Forever, ma la squadra è sorprendentemente ricca di talento in tutti gli 11 effettivi portati a referto.
Statistiche stagionali: #1 UK Charts; #58 US Billboard Top200; 7x UK platinum; Allmusic 5/5; #1 NME Greatest Albums of All Time.

#6 Mark Lanegan – Whiskey for the Holy Ghost. Coach Lanegan, nonostante la giovane età, è già un veterano della panchine, con esperienze che vanno dalle leghe minori della zona di Seattle (dove ha giocato e allenato un po’ con tutti) fino al prestigioso ingaggio nello staff della franchigia professionistica degli Screaming Trees. Whiskey for the Holy Ghost è la sua seconda uscita da capo allenatore e questa volta, nonostante si tratti di una piccola isitituzione privata con poche borse di studio a disposizione, la sua squadra è tanto convincente da aver meritato un posto in tabellone, dove arriva con una sinistra fama di ammazza-grandi. La forza della squadra risiede nel collettivo, ma River Rise e Pendulum obbligano le difese avversari ad attenzioni particolari.
Statistiche stagionali: Allmusic 4.5/5; Rolling Stone 4/5; EntertainmentWeekly A-.

Definitely Maybe vs Whiskey for the Holy Ghost


Alle 17, a Melbourne, AU, la testa di serie numero 4, Monster (R.E.M.), si contenderà il passaggio del turno con la numero 5, Let Love In (Nick Cave & The Bad Seeds).

#4 R.E.M. – Monster. L’ateneo georgiano rinnova significativamente il proprio stile di gioco con questa formazione Monster, aumentando vistosamente il ritmo rispetto alle annate precedenti e alzando di una tacca intensità e aggressività. In regular season hanno dominato come pochi, affidandosi più che in passato a individualità ricche di velocità chitarristica e solidi, benché ruvidi, fondamentali rock, e assecondando gli istinti glam di What’s the Frequency, Kenneth? e Crush with Eyeliner, la sfacciataggine di Tongue e il vibrante palleggio slapping di Bang and Blame.
Statistiche stagionali: #1 US Billboard Top200; #1 UK Charts; #6 Italian Charts; 4x US platinum; 3x UK platinum; 2x EU platinum.

#5 Nick Cave & The Bad Seeds – Let Love In. Con Let Love In il veterano australiano naturalizzato inglese Nick Cave ha tra le mani una delle migliori formazione della sua carriera. Estramemente metodica, Let Love In è in grado di imporre un ritmo cadenzato a metà campo grazie a Nobody’s Baby Now e Do You Love Me?, di mettere pressione in difesa con il ruvido Thirsty Dog, di sfruttare il campo aperto con Loverman e di colpire da fuori grazie alla mano incandescente di Red Right Hand.
Statistiche stagionali: #12 UK Charts; #8 Australian Charts; Allmusic 4/5; Pitchfork 8.5/10.

Monster vs Let Love In