Quando il cinema fa sul serio

Ho incontrato i fratelli De Serio per caso, alla GAM di Torino, dove mi ero recato per assistere alla conferenza stampa della bella mostra di James Brown. Dati i tempi di austerity, lo staff del museo ha ben pensato di accorpare due inaugurazioni nella stessa mattinata, aggiungendo, a quella già citata, la presentazione delle due opere di videoarte realizzate da Gianluca e Massimiliano De Serio per il secondo appuntamento del progetto Vitrine, che, con scadenza bimestrale, porta nell’istituzione torinese alcuni dei talenti artistici più promettenti della città. Colpito e intrigato dalla silenziosa e rarefatta eleganza del dittico di filmati intitolato Looking for Luminita, ho sentito di volerne sapere di più e mi sono approcciato a Massimiliano, proponendogli un’intervista e ottenendo un indirizzo email a cui contattarlo.

L’intervista, purtroppo, si è persa nel marasma del Torino Film Festival, conclusosi lo scorso fine settimana, ma, proprio grazie alla stessa rassegna cinematografica, ho avuto l’occasione di assistere alla proiezione del primo lungometraggio dei De Serio e di rimanerne completamente conquistato.

Sette opere di misericordia, questo il titolo del film, è, proprio come i video in mostra alla GAM fino al 31 gennaio 2012, un capolavoro nebbioso fatto di silenzi tanto intensi quanto delicati. È questa capacità di gettare uno sguardo pregno di sensibilità e amore, che trasfigura anche il pestaggio più cruento perché visto con compassione nei confronti della vittima, su dei temi crudi e tristi come sono quelli della solitudine delle persone anziane e degli emarginati, a rendere la visione del film un’esperienza unica e, addirittura, edificante.

I due protagonisti, interpretati da un Roberto Herlitzka incredibilmente inteso, a cui basta un gesto delle mani rugose per restituire tutta la sofferenza del proprio personaggio, e dall’altrettanto brava Olimpia Melinte, si muovono in una Torino suburbana pressoché irriconoscibile, fantasmi di un nonluogo che è la periferia degradata interscambiabile di qualsivoglia metropoli occidentale. I dialoghi sono pochi, lucidi, realistici e splendidamente privi di fronzoli poetici e frasi ad effetto, e lasciano spazio agli sguardi di Luminita e Antonio e, soprattutto, ai loro corpi, che sono i veri protagonisti della pellicola dei fratelli De Serio, capaci di incorniciarli in inquadrature di una bellezza struggente che si susseguono una all’altra per tutta la durata del film.

Visto Sette opere di misericordia, un’opera che fa bene al cinema e all’arte in generale, il dispiacere per la mancata intervista non si è certo chetato, anzi, è aumentato proporzionalmente alla fascinazione nei confronti di due registi di incredibile talento, che, si spera, possano riscuotere il successo di pubblico che indubbiamente meritano. Quando, nel gennaio del prossimo anno, il film uscirà nelle sale, sarò certamente pronto con le domande vecchie e altre nuove da rivolgere ai due autori.

Sette opere di misericordia, trailer

Sette opere di misericordia – Italia, Romania 2011
di Gianluca e Massimiliano De Serio
103 min.

VITRINE
Gianluca e Massimiliano De Serio
fino al 31 gennaio 2012
GAM, Torino

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