Viva l'Italia, presa a tradimento

Quando sento la parola “Risorgimento” la mia memoria opera un collegamento immediato e inevitabile: torno bambina sui banchi di scuola mentre ascolto perplessa il mio maestro elementare che racconta la storia di Mazzini e dei giovani Carbonari e mi accorgo che la voce gli trema dall’emozione e che sta per mettersi a piangere.
Patetici strascichi di un’educazione fascista? Forse sì.
Ma quello che mi colpisce ancora oggi, se ripenso a quel momento della storia italiana, è lo stesso aspetto che, stando alle interviste, pare abbia colpito anche Giancarlo De Cataldo (e forse persino il mio maestro): la potenzialità epica.

È quasi sorprendente, da questo punto di vista, rendersi conto di come, da anni, questa occasione vada sprecata. E non intendo aprire un discorso politico, ma restare in un ambito strettamente narrativo: il Risorgimento italiano è, potenzialmente, una bella storia; una storia intensa, eroica, disperata. Vi compaiono esplicitamente numerosi archetipi narrativi: la forza dell’ideale, figli che lottano contro i padri, cospirazioni, alleanze e tradimenti fino alla soppressione del sogno a favore di quello che poi, freddamente, viene considerato il bene comune (o spacciato per tale).

L’unità d’Italia è stato un processo controverso e chi venga dal Sud Italia lo sa, probabilmente, meglio di chiunque altro. E, in questo anno di celebrazioni, è facile sentirsi sommersi dalla retorica così come dall’antiretorica.
Credo che, a questo punto, l’unico antidoto sia informarsi, ascoltare voci diverse e provare, per quanto sia possibile, a elaborare una propria opinione.

Per questo mi ha fatto piacere scoprire che uno degli autori più in auge del momento come De Cataldo ha dedicato la sua ultima fatica all’Unità d’Italia.
Ma, lasciando da parte il valore dell’operazione culturale, il romanzo I Traditori è innanzitutto un’opera letteraria e in quanto tale va considerata.
Se lo scopo dell’autore era quello di esporre delle notizie storiche in forma narrativa o divulgativa, l’intento mi sembra ampiamente fallito. La storia vera, quella documentata, si intravede appena, e la commistione tra personaggi storici e creazioni letterarie è talmente stretta e sbilanciata a favore di questi ultimi da togliere ogni traccia di credibilità o affidabilità al racconto.
De Cataldo afferma di aver studiato a fondo diari, lettere, cronache dell’epoca. In tutta sincerità nelle pagine di questo romanzo ne resta poca traccia, se non come sfondo agli eventi narrati, quasi la scenografia di un film in costume.

Qualcosa di buono ne I Traditori sicuramente c’è. Innanzitutto l’idea di fondo che anche il più idealista e disinteressato dei rivoluzionari possa ritrovarsi ad essere una pedina ignara di ben altri giochi politici. In secondo luogo il ritratto di Mazzini – l’unico personaggio interessante di tutto il romanzo – figura enigmatica per metà affascinante e per metà inquietante. Infine il vero valore aggiunto mi sembra la scelta di inserire, come attori politici dell’Unità d’Italia, anche le Mafie e le loro strutture consolidate, mostrando come, sin dall’inizio, il potere in questa nazione abbia considerato la criminalità organizzata un interlocutore imprescindibile.
Per il resto, anche se spiace dirlo, siamo di fronte a personaggi vuoti, che appaiono poco più che figurini di cartone ritagliati da qualche illustrazione dozzinale.

Mi piace pensare che De Cataldo si sia divertito a scrivere questo romanzo, come potrebbe divertirsi un ragazzino infervorato. Il problema è che, purtroppo, I Traditori sembra davvero scritto da un adolescente, e risulta caratterizzato da una triste e quasi ridicola prevedibilità delle azioni e dall’abuso dilettantistico di frasi fatte e luoghi comuni.

Si potrebbe sperare che questo effetto da romanzo d’appendice di seconda scelta sia voluto, che sia una trovata stilistica. Se non fosse che, in ogni singola pagina, l’autore si prende irrimediabilmente sul serio, privando di qualsiasi appiglio il lettore, che pure lo ha in simpatia e vorrebbe giustificarlo.
Dal punto di vista della qualità letteraria, I Traditori è un romanzo semplicemente imbarazzante. Peccato. Ancora una volta il nostro Risorgimento è andato sprecato.

 

TITOLO: I Traditori
AUTORE: Giancarlo De Cataldo
EDITORE: Eiunaudi
DATI: 2010, pp 582, € 21,00
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